28/10/2008, 00.00
PAKISTAN
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Ancora un “delitto d’onore”: massacrata una ragazza pakistana di 17 anni

di Qaiser Felix
La giovane, accusata di relazione extraconiugale, è stata sbranata dai cani e finite a colpi di pistola dallo zio, che gode della protezione della corte tribale della zona. Alla base del gesto una disputa sui terreni. Condanna unanime del mondo politico, le associazioni per i diritti umani invocano giustizia.

Islamabad (AsiaNews) – Ancora un delitto d’onore ai danni di una ragazza in Pakistan: l’omicidio è avvenuto nel distretto di Khairpur, nella provincia meridionale di Sindh, e risale al marzo scorso anche se la notizia è filtrata solo negli ultimi giorni.

Tasleem Solangi (nella foto), una giovane di 17 anni, è stata accusata senza alcuna prova di “immoralità”: la giovane avrebbe intrattenuto una relazione “extraconiugale” e per questo sarebbe stata punita dai familiari. Dalle prime ricostruzioni, emerge invece che all’origine del brutale assassinio vi fosse una disputa su alcuni terreni. La ragazza è stata uccisa solo per convincere il padre a vendere.

Il 7 marzo del 2008, Tasleem è stata uccisa con brutale efferatezza: prima le hanno scagliato contro un branco di cani che l’hanno più volte morsicata alle gambe, finché la ragazza è caduta a terra. I cani hanno continuato ad azzannarla prima che lo zio, Zameer Solangi, la uccidesse con un colpo di pistola. Spettatore impotente del massacro il padre di Tasleem, che avrebbe dovuto vendere un terreno allo zio e ai suoi complici. A spalleggiare l’omicida vi era anche un giudice tribale della zona, Karim Bux, che ha esercitato pressioni sulle forze dell’ordine perché non aprissero le indagini sull’omicidio. Lo stesso Karim, a maggio, ha composto una jirga – una assemblea tribale – per giudicare il caso, la quale ha  “assolto" gli assassini e "garantito loro l’impunità”.

Gul Sher, padre della ragazza, lunedì 27 ottobre ha tenuto una conferenza stampa a Karachi denunciando l’omicidio e chiedendo al contempo giustizia: egli ha confermato che alla base del gesto vi erano problemi legati a “dispute sui terreni”, smentendo comportamenti “immorali” della figlia o eventuali tradimenti. Egli ha inoltre denunciato “false accuse” montate “ad arte” contro la giovane, mentre le forze dell’ordine hanno arrestato il marito, Ibrahim Solangi, che avrebbe confermato l’assassinio.

Il ministro federale per lo sviluppo delle donne, Sherry Rehman, condanna il gesto definendolo “un crimine disumano” e promette che il governo farà di tutto per punire i colpevoli. Il ministro conferma che il responsabile è lo zio, il quale ha ucciso la ragazza in seguito a una disputa su alcuni terreni con il padre della giovane. Anche il mondo politico stigmatizza il “delitto d’onore”, una pratica barbara e ancora diffusa in alcune aree del Paese, retaggio della cultura tribale che regna impunita. La Commissione per i diritti umani del Pakistan (Hrcp) e la Commissione asiatica per i diritti umani (Ahrc) invitano il governo a consegnare i responsabili alla giustizia e a difendere con maggiore efficacia i diritti dei più deboli.

I genitori della ragazza uccisa hanno lanciato un appello al presidente pakistano Asif Ali Zardari e al Capo della giustizia della provincia del Sindh, Qaim Ali Shah, in cui chiedono “protezione” per possibili nuove violenze e l’arresto dei colpevoli.

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