06/07/2006, 00.00
India
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Andra Pradesh, il governo fermi la \"campagna di odio anti-cristiano"

di Nirmala Carvalho

Il presidente dell'All India Catholic Union scrive alla Commissione nazionale per le minoranze ed al governo centrale per chiedere una revisione costituzionale delle leggi statali e per intervenire contro la persecuzione lanciata dai fondamentalisti indù.

Delhi (AsiaNews) – La campagna d'odio e persecuzione lanciata dai fondamentalisti indù contro i cristiani dell'Andra Pradesh "deve essere fermata, perché si basa su false accuse e presupposti sbagliati" e perché "terrorizza la vita di una comunità che ha sempre rispettato la fede di ognuno".

E' questo il senso della lettera aperta che John Dayal, presidente dell'All India Catholic Union [la più grande associazione di laici cattolici di tutta l'india ndr] ha scritto oggi al presidente della Commissione nazionale per le minoranze, Jenab Mohammad Hamid Ansari, inviandone copia al ministro per gli Affari delle minoranze dell'Unione.

"Vi sono stati – scrive l'attivista – diversi attacchi contro i cristiani dello Stato negli ultimi sei mesi, ma i più colpiti sono stati i pastori e le suore. Questo è il sintomo di uno scenario pericoloso, perché gli attacchi sono condotti con lo scopo di aizzare la popolazione all'odio interreligioso".

"La zona più colpita da questo odio è quella delle colline di Tirumala – continua – che ospitano uno dei santuari più riveriti dalla maggioranza indù. Come cristiani, abbiamo un rispetto assoluto per la fede, qualunque essa sia, dei nostri concittadini e delle norme che regolano gli accessi ai luoghi sacri delle religioni. Nei quali non possiamo però includere le fermate dell'autobus o le strade dello Stato, dove avvengono gli attacchi".

Il riferimento dell'attivista è alla teoria propagata dagli estremisti indù secondo cui "data la vicinanza con i luoghi più sacri dell'induismo" i cristiani che passano "anche in lontananza" dissacrano la loro religione. "Ci sono chiese e luoghi di culto non indù anche a Panipat, Kurukshetra, Amritsar e ad Ajmer – scrive Dayal – città sante rispettate e riverite, e questo non ha mai creato alcun problema".

L'attacco del 25 giugno scorso contro le suore di madre Teresa che facevano visita ad un ospedale di zona "è solo l'ultimo sintomo di un malessere molto esteso. Chiedo a voi di esaminare la costituzionalità delle leggi statali che vietano ai cittadini di queste zone ogni attività, perché queste leggi sono state create solo per ostacolare le minoranze".

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