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» 08/08/2006 09:53
CINA
Anidride solforosa, piogge acide: cresce l'inquinamento nelle città cinesi

L'alto consumo di carbone è la maggior causa che inquina anche altri Paesi. Stimata una perdita annua di oltre 510 miliardi di yuan e gravi malattie respiratorie. Le autorità locali resistono alle misure di controllo sull'ambiente.



Pechino (AsiaNews/Scmp) – La settimana scorsa la Cina ha ammesso di essere il maggior produttore di inquinamento da anidride solforosa, con 26 milioni di tonnellate di gas emesse nel 2005.

L'aumento è del 27% dal 2000 e secondo Li Xinmin, funzionario dell'Amministrazione statale per la protezione ambientale (SEPA), corrisponde al maggior consumo di carbone, dal quale deriva il 70% dell'energia prodotta. Li dice che "è difficile cambiare la situazione in breve tempo" e che il Governo prevede una riduzione del 10% delle emissioni degli impianti industriali solo per il 2010. Anche l'aumento degli autoveicoli causa maggiori emissioni di gas.

Il gas causa le piogge acide, che colpiscono anche Paesi vicini come Hong Kong e Giappone, e può provocare gravi malattie respiratorie. Secondo fonti ufficiali, questo inquinamento causa "perdite economiche" annue di circa 510 miliardi di yuan. Vanno aggiunti i costi per la salute: uno studio condotto dalla Scuola per la Salute pubblica dell'Università di Fudan stima che l'inquinamento dell'aria costa alla sola Shanghai oltre 8 miliardi di yuan annui per spese mediche.

Secondo Xu Kezhu, professore di Diritto ambientale all'Università della Cina per il Diritto e le scienze politiche, le leggi cinesi prescrivono che gli impianti inquinanti installino dispositivi che riducono le emissioni, ma in pratica ciò è poco applicato, per il protezionismo delle autorità locali e per il gran numero di impianti esistenti.

"Il problema – dice Xu - è che i limiti non sono previsti con chiarezza e che non c'è una precisa applicazione delle leggi quando è causato inquinamento"; "molte imprese ancora non usano i dispositivi anti inquinanti oppure emettono i gas di notte". "I Governi locali – aggiunge – non operano con attenzione per individuare e punire chi inquina".

Chen Dongmei, direttore per il Cambiamento del clima e il programma energetico del World Wildlife Found cinese, concorda che, anche se il Governo centrale vuole contenere l'inquinamento, questo "talvolta ancora non è compreso dalle autorità locali".

Pechino, tuttavia, nega che questo inquinamento possa colpire altre Nazioni, e in specie gli Stati Uniti. Nei giorni scorsi alcuni studiosi hanno accusato la Cina di causare anche il 25% dell'inquinamento dell'aria in città come Los Angeles. Secondo Li, "i rapporti che indicano che il 25% dell'inquinamento a Los Angeles proviene dalla Cina, sono non obiettivi e irresponsabili e la conclusione dà luogo a dubbi". La Cina ritiene necessari migliori studi per valutare sia l'effettivo inquinamento causato anche dalle altre Nazioni sia l'esatta influenza dei fenomeni meteorologici.

Intanto il 2 agosto la Xinao Group, leader cinese per la distribuzione del gas, ha ottenuto un importante finanziamento dall'International Finance Corp, operatore privato della Banca mondiale, per convertire il carbone in etere dimetilico, gas usato per il riscaldamento e per cucinare e ritenuto non inquinante. (PB)


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