22 Ottobre 2017
AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook
Aree geografiche




  • > Africa
  • > Asia Centrale
  • > Asia del Nord
  • > Asia del Sud
  • > Asia Nord-Ovest
  • > Asia Sud-Est
  • > Europa
  • > Medio Oriente
  •    - Arabia Saudita
  •    - Bahrain
  •    - Emirati Arabi Uniti
  •    - Giordania
  •    - Iran
  •    - Iraq
  •    - Israele
  •    - Kuwait
  •    - Libano
  •    - Oman
  •    - Palestina
  •    - Qatar
  •    - Siria
  •    - Turchia
  •    - Yemen
  • > Nord America
  • > Sud America
  • > Asia dell'Est


  • » 23/05/2017, 08.57

    TURCHIA

    Ankara, al via il processo contro 220 alti ufficiali dell’esercito



    Alla sbarra anche 26 generali. Fra questi Akin Ozturk, ex comandante dell’aeronautica e un tempo fedelissimo del presidente. Il pubblico ministero chiede il carcere a vita. All’esterno gruppi di manifestanti invocano la pena di morte. Erdogan rieletto nel fine settimana alla guida del partito Akp.

     

    Ankara (AsiaNews/Agenzie) - Si è aperto ieri ad Ankara, capitale della Turchia, il processo a carico di oltre 220 alti ufficiali dell’esercito, fra i quali vi sono anche 26 generali, per aver ordito e promosso il (fallito) golpe del luglio scorso. Alla sbarra anche il gen. Akin Ozturk, ex comandante dell’aeronautica. Contro gli imputati il pubblico ministero ha chiesto il carcere a vita, la pena massima prevista dall’ordinamento. Tuttavia, all’esterno dell’edificio in cui si tiene il processo decine di simpatizzanti filo-governativi invocavano la pena di morte, che il presidente Recep Tayyip Erdogan vorrebbe reintrodurre nel Paese.

    Oltre all’ex fedelissimo del presidente, a lungo numero uno delle forze aeree, alla sbarra vi sono decine fra generali, colonnelli e maggiori. I militari hanno sfilato ieri, ammanettati e scortati ciascuno da due agenti, fino all’interno dell’edificio. A poca distanza i dimostranti che gridavano slogan e lanciavano cappi nella loro direzione.

    Secondo quanto riferisce l’agenzia filo-governativa Anadolu, oltre 1500 persone sono state mobilitate a garanzia della sicurezza. Il processo si tiene in un edificio realizzato di recente proprio per ospitare il dibattimento e sorge a Sincan, nella periferia della capitale turca.

    Dal luglio scorso, le autorità turche hanno lanciato una campagna di repressione che ha portato all’arresto di quasi 50mila persone fra docenti, militari, intellettuali, oppositori politici, imprenditori, giornalisti, attivisti e semplici cittadini. Sospesi dal servizio o licenziati più di 135mila mila funzionari del settore pubblico. Nel mirino, oltre ai curdi, anche simpatizzanti (o presunti tali) del movimento che fa capo al predicatore islamico Fethullah Gülen, in esilio in Pennsylvania (Stati Uniti). Secondo il presidente Erdogan e i vertici di governo egli sarebbe la mente del colpo di Stato in Turchia in cui sono morte 270 persone, migliaia i feriti.

    Fra le persone finite a processo ieri ad Ankara vi sono le cosiddette “menti” del colpo di Stato, fra cui gli autori del raid alla televisione di Stato turca. Nelle concitate fasi della rivolta i golpisti avevano costretto il presentatore a leggere un comunicato in cui si affermava che l’esercito aveva assunto il potere e avrebbe guidato il Paese attraverso un comitato “di pace”. A processo in contumacia, assieme ad altre 11 persone, anche il predicatore islamico Gülen.

    Presenti in aula anche i parenti di alcuni delle vittime decedute nel contesto della rivolta. Una donna, prima di svenire, ha esclamato: “Uccidete questi traditori, gli assassini di mio figlio”.

    Le udienze in aula dovrebbero proseguire fino al prossimo 16 giugno.

    Intanto il presidente Erdogan ha esteso, in via informale, lo stato di emergenza in vigore all’indomani del tentato golpe. Egli ha aggiunto che il decreto permarrà sino a che la nazione raggiungerà “benessere e sicurezza”. L’annuncio è giunto nel contesto della rielezione, avvenuta lo scorso 21 maggio, del leader turco alla guida del Partito per la Giustizia e lo sviluppo (Akp) al governo nel Paese.

     

    invia ad un amico Visualizza per la stampa










    Vedi anche

    22/09/2017 08:59:00 TURCHIA
    Istanbul, arrestati 14 avvocati: difendevano due insegnanti incarcerati e in sciopero della fame

    I legali appartengono al Dipartimento per i diritti del popolo (Hhb) e sono stati incriminati con l’accusa di terrorismo. Essi sarebbero legati al Fronte Rivoluzionario della liberazione popolare (Dhkp-C), gruppo marxista fuorilegge. L’arresto è avvenuto alla vigilia del processo a carico dei due insegnanti, con un tempismo “sospetto”. 

     



    31/08/2017 08:55:00 TURCHIA
    Le purghe di Erdogan hanno affollato le carceri: oltre 22mila detenuti dormono per terra

    Per la prima volta il totale della popolazione carceraria supera quota 224mila. Ad oggi le galere turche possono ospitare un massimo di circa 200mila detenuti. Il governo libera i detenuti comuni per richiudere i presunti “golpisti”. I fondi stanziati per le carceri superano il budget di molti ministeri. Entro la fine del 2017 pronte 76 nuove prigioni. 

     



    14/07/2017 11:39:00 TURCHIA
    A un anno dal "golpe" arresti e purghe nel regno del “sultano” Erdogan

    Prosegue la campagna di repressione avviata all’indomani del colpo di Stato del 15 luglio 2016. Oltre 50mila arresti, 120mila fermi, 170mila persone indagate. Licenziato anche il pilota che ha portato in salvo il presidente nella notte del golpe. Iniziate le celebrazioni ufficiali volute dal governo, all’impronta del nazionalismo e del culto di Erdogan.

     



    18/07/2017 08:57:00 TURCHIA
    Turchia: nuovi arresti di attivisti pro diritti umani, anche la direttrice di Amnesty

    Un tribunale turco ha confermato il carcere per sei militanti, fra cui Idil Eser. AI parla di  “simulacro di giustizia” in atto nel Paese. In cella anche due formatori, uno svedese e un tedesco. Essi avrebbero commesso “un crimine” in nome di una “organizzazione terrorista” (il movimento di Gulen) “senza farne parte”.

     



    07/06/2017 08:50:00 TURCHIA
    Arrestato il presidente di Amnesty International, sospettato di essere guelenista

    Fermati Taner Kilic e altri 22 attivisti e avvocati. Nel mirino anche Birol Erdem, primo consigliere del premier Yildirim, e il genero dell’ex vice-premier Bülent Arınc. Oltre 120mila persone fermate nel contesto delle purghe promosse dal governo. 

     





    In evidenza

    MYANMAR
    Non solo Rohingya: la persecuzione delle minoranze cristiane in Myanmar



    La sofferenza di Kachin, Chin e Naga. La discriminazione su basi religiose è in certi casi addirittura istituzionalizzata. I cristiani sono visti come espressione di una fede straniera ed in contrasto con la visione nazionalista. Per anni il regime militare ha introdotto feroci misure discriminatorie.


    VATICANO - ASIA
    Il mondo ha urgenza della missione della Chiesa

    Bernardo Cervellera

    Ottobre è un mese consacrato al risveglio della missione fra i cristiani. Nel mondo c’è indifferenza o inimicizia verso Dio e la Chiesa. Le religioni sono considerate la fonte di tutte le guerre. Il cristianesimo è l’incontro con una Persona, che cambia la vita del fedele e lo mette al servizio delle ferite del mondo, lacerato da frustrazioni e guerre fratricide. L’esempio del patriarca di Baghdad e del presidente della Corea del Sud.


    AsiaNews E' ANCHE UN MENSILE!

    L’abbonamento al mensile di AsiaNews non costa nulla: viene dato gratis a chiunque ne faccia richiesta.
     

    ABBONATEVI

    News feed

    Canale RSScanale RSS 

    Add to Google









     

    IRAN 2016 Banner

    2003 © All rights reserved - AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153 - GLACOM®