08/09/2018, 10.53
TURCHIA
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Ankara, il leader curdo Selehattin Demirtas condannato a quasi cinque anni di carcere

L’accusa è aver “diffuso propaganda terrorista”. Secondo la procura, aveva applaudito al Pkk nel 2013. Al tempo il suo partito democratico mediava nel processo di pace fra curdi e Ankara, fallito due anni dopo.

Ankara (AsiaNews/Agenzie) – Quattro anni e otto mesi di carcere: è la condanna inflitta oggi a  Selehattin Demirtas, leader curdo ed ex-candidato alle elezioni presidenziali, accusato di aver “diffuso propaganda terrorista”.

Demirtas è stato co-presidente del partito democratico (Hdp). In carcere dal 4 novembre del 2016, il leader è arrivato terzo alle elezioni presidenziali dello scorso giugno. Quella di "propaganda terrorista" è solo una delle tante accuse che pesano su di lui, per le quali rischia un totale di 142 anni di prigione. Secondo i critici e i gruppi per i diritti umani, il suo arresto è di natura politica. Demirtas è una delle personalità politiche finite nella morsa contro le opposizioni seguita al tentativo di golpe fallito, nel luglio del 2016.

Insieme a lui e con la medesima accusa, il parlamentare Hdp Sirri Sureyya Onder è stato condannato a una pena di tre anni e sei mesi. La procura sostiene che i due parlamentari curdi hanno dimostrato apprezzamento per il Pkk e il suo leader Abdullah Ocalan, in una cerimonia curda per il Nawroz [festa per il nuovo anno di origine zoroastriana, celebrata sia dai curdi che in Iran, Iraq e Afghanistan, ndr], nel 2013. Demirtas si difende: la sua partecipazione all’evento era in un contesto di pace. Egli si riferisce al ruolo svolto dal Hdp nel processo di pace fra il Pkk e il governo turco, fallito nel 2015. Il leader democratico ribadisce la medesima posizione anche ora, in un messaggio diffuso via Twitter dal partito: “Non faremo un passo indietro, continueremo a difendere la pace”.

I curdi sono il più grande gruppo minoritario etnico del Paese, e da anni ambiscono all’indipendenza da Ankara. Il Pkk è il braccio armato del movimento indipendentista curdo, considerato terrorista dal governo turco e dai suoi alleati occidentali. La Turchia ha lanciato diverse campagne contro i curdi e accusa il partito democratico di essere l’ala politica del Pkk. Il gruppo è il secondo partito d’opposizione del Paese, e nelle elezioni parlamentari del giugno 2015 ha ottenuto 67 seggi.

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