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» 26/06/2012
TURCHIA - SIRIA
Ankara all'Onu: Il jet abbattuto una "minaccia alla sicurezza" da parte della Siria
Il vicepremier turco dichiara che questo "atto ostile... non rimarrà impunito". Oggi la Nato si incontra per discutere su una possibile risposta comune alla Siria. Ma Erdogan rimane moderato e i Paesi europei escludono ogni azione militare.

Istanbul (AsiaNews/Agenzie) - In una lettera inviata al Consiglio di sicurezza dell'Onu, il governo turco definisce  "una minaccia per la sicurezza" della regione l'abbattimento di un suo jet militare da parte della Siria. Il vicepremier Bulent Arinc ha detto ieri ad una conferenza stampa che l'azione siriana "non rimarrà impunita".

Questi pesanti commenti giungono a poche ore dall'incontro della Nato, voluto da Ankara, in base all'articolo 4 dell'Alleanza Atlantica, secondo cui se un membro si sente minacciato e subisce un'offesa, tale offesa è vista come fatta a tutti i membri.

Bulent Arinc ha anche detto che l'abbattimento del jet da parte della Siria è "un atto ostile al massimo grado".

Lo scorso 22 giugno un F-4 Phantom dell'aviazione militare turca è sconfinato nei cieli siriani. Secondo la versione di Ankara esso è poi rientrato subito nello spazio internazionale, ma qui è stato abbattuto dalla contraerea di Damasco. La Turchia afferma che la Siria conosceva bene l'identità dell'aereo e non ha avvertito prima di sparare. La versione di Damasco è che l'aereo era sconosciuto e volando a 100 metri dal suolo, alla velocità di 700-800 km/h, ha dovuto rispondere subito alla minaccia.

In una conferenza stampa ieri, Jihad Makdissi, portavoce del ministero degli esteri a Damasco, ha ribadito che "Noi non abbiamo alcuna intenzione ostile contro il popolo turco o il governo turco".

L'incidente ha innalzato la tensione fra i due Paesi, già ad un punto di rottura per il sostegno che Ankara dà ai ribelli che combattono contro il regime di Assad. Finora, però, lo stesso premier turco Tayyip Erdogan è rimasto piuttosto misurato. D'altra parte, l'idea di coinvolgere la Nato in qualche operazione militare nella regione sembra finora esclusa. Ieri i ministri degli esteri dell'Unione europea, incontratisi in Lussemburgo, hanno promesso di accrescere pressioni su Assad, ma hanno anche chiesto alla Turchia di dar prova di moderazione. Il ministro olandese ha dichiarato che "un intervento militare in Siria è fuori discussione".

Intanto, la ricerca nel Mediterraneo non ha dato alcun risultato e i due piloti del jet turco sono ancora dispersi.


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Dossier


by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
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