11/02/2010, 00.00
IRAN
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Appello delle “Madri piangenti” dell’Iran: liberate i nostri figli, arrestate chi li uccide

Nel 31° anniversario della Rivoluzione islamica, un gruppo di madri protesta contro le violenze del regime verso i giovani. Manifestazione a favore di Ahmadinejad con decine di migliaia di aderenti. Minacciate le dimostrazioni degli oppositori.
Teheran (AsiaNews) – Tutto come previsto: nel 31° anniversario della Rivoluzione islamica in Iran, il regime mostra i muscoli e parallelamente all'organizzazione di celebrazioni ufficiali, mobilita in modo massiccio le milizie basiji per reprimere le proteste dell'Onda Verde. La polizia ha annunciato che «ogni complotto sarà vanificato» e il presidente Ahmadinejad è tornato a minacciare Israele.
 
Parlando davanti alle masse radunate nella grande piazza Azadi, il controverso presidente ha accusato i nemici dell’Iran di usare la questione nucleare e i diritti umani per dominare la regione. Intanto giungono notizie di manifestazioni dell’opposizione a Teheran e a Tabriz. Sono le prime manifestazioni massicce del movimento guidato dall'ex candidato alle presidenziali Moussavi, dopo quelle del 27 dicembre finite in un massacro. Contro le decine di migliaia di persone scese oggi in piazza a Teheran sono stati lanciati lacrimogeni e sparati dei colpi. Ci sarebbero già decine di feriti e arresti.
 
In occasione del delicato anniversario, le madri dei giovani arrestati, scomparsi o uccisi durante gli ultimi otto mesi di manifestazioni lanciano un appello per la democrazia e la giustizia in Iran. Queste donne – unite nel gruppo “Le Madri piangenti”, paragonabile ormai alle Madri di Plaza de Mayo o a quelle di Tiananmen – si riuniscono da sette mesi ogni sabato nei luoghi pubblici delle principali città iraniane per un sit in pacifico di protesta. Puntualmente gli agenti del regime arrivano a disperderle ma niente le ferma.
Di seguito l'appello:
 
“Siamo le madri di oggi e le figlie di ieri, che hanno partecipato attivamente alla Rivoluzione del 1979. E' giusto che 31 anni dopo la rivoluzione continuiamo ad essere testimoni di condanne a morte dei nostri figli? Questa domanda è di tutte le madri d'Iran. 
E' giusto che noi madri dobbiamo assistere all'annientamento dei nostri figli? Chi ha condannato noi madri ad una morte graduale causata dal costante lutto per i nostri amori? Cosa hanno preteso i nostri figli in questi 31 anni per meritare tutto questo? La partecipazione alle elezioni dei nostri figli dev'essere premiata con la prigione, la tortura, lo stupro, l'assassinio e la pena di morte? Noi Madri Piangenti d'Iran condanniamo gli atti inumani e illegali in tutta la loro entità, e avvertiamo le autorità che se continueranno ad ignorare le nostre richieste e se continueranno le violenze, incontreranno proteste ancora più partecipate. 
 
Le Madri Piangenti chiedono che: siano liberati tutti i prigionieri politici e di coscienza; siano arrestati tutti coloro che hanno ucciso i nostri figli e siano processati davanti a un tribunale; infine, preghiamo tutto il popolo iraniano e il mondo intero di sostenere i nostri ragazzi e di usare qualsiasi metodo possibile per fermare questi atti crudeli. 
 
La nostra vita dipende dalla vita dei nostri figli. Non permettiamo che si ripetano i catastrofici massacri del 1980”.
 
Firmato: Le Madri piangenti
 
(Trad. a cura di “Studenti iraniani di Milano”)
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