04/07/2014, 00.00
SINGAPORE
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Arcivescovo di Singapore: Anche gli omosessuali chiamati alla castità, come tutti i fedeli

In una lettera pastorale mons. Goh spiega che l’attrazione fra persone dello stesso sesso “non è di per sé un peccato”; la Chiesa “non contempla relazioni” che abbiano una connotazione “sessuale”. E ancora, il compito dei cattolici è “affermare la verità” delle Scritture, ma non vi è la “condanna” del peccatore. Il giudizio spetta “solo a Dio”.

Singapore (AsiaNews) - L'attrazione fra persone dello stesso sesso "non è di per sé un peccato", ma dato che l'amore "spesso cerca di esprimersi a livello fisico", la sfida "alla castità e alla fedeltà al piano di Dio è sempre presente". Del resto la Chiesa cattolica "non disapprova" una relazione affettiva fra persone dello stesso sesso che sia "casta e fedele", ma al tempo stesso non contempla "una relazione sessuale fra persone dello stesso sesso". È quanto sottolinea in una lunga lettera pastorale l'arcivescovo di Singapore, mons. William Goh Seng Chye, riprendendo un dibattito che tiene banco da diverse settimane nella città-Stato, incentrato sulla famiglia, le discriminazioni di genere e le unioni omosessuali. Il prelato sottolinea il proprio dispiacere per le reazioni di alcuni fedeli, che hanno manifestato "dolore, ira e delusione" e nega al contempo un atteggiamento di "ostracismo della Chiesa, come emergerebbe nel resto della società", verso gli omosessuali il cui "amore" non verrebbe "approvato". 

Il tema dell'omosessualità è vivo nella città-Stato e, nei giorni scorsi, si sono tenute due diverse manifestazioni in contrapposizione fra loro: da una parte la sesta edizione della "Pink Dot", una sorta di Gay Pride in salsa locale che ha richiamato migliaia di persone. In risposta all'orgoglio omosessuale, il leader musulmano Ustaz Noor Deros ha promosso il movimento "Vestiti di bianco", invitando tutti i fedeli islamici a boicottare la manifestazione "in rosa". All'iniziativa hanno aderito anche membri della comunità cristiana protestante locale, fra cui i battisti e le chiese appartenenti alla rete LoveSingapore.

L'arcivescovo di Singapore interviene di nuovo sull'argomento, rivolgendosi a quanti fra i fedeli provano inclinazioni verso persone dello stesso sesso e sottolineando di non essere "indifferente nei confronti del vostro dolore e della vostra frustrazione". "Vedo diversi cattolici con orientamento verso lo stesso sesso - aggiunge - alla ricerca di sostegno spirituale, consiglio e cura". E tanti che "si sforzano di vivere la propria vita con amore, fedeltà e castità". In questo contesto il prelato richiama gli insegnamenti della Chiesa, che fatto salvo il rapporto coniugale invita "alla castità" senza fare distinzioni "sull'orientamento sessuale" e un discorso analogo vale anche "per il divorzio". 

Quello che vi dico, sottolinea mons. Goh, è parte "del Magistero della Chiesa" riguardo a temi come la contraccezione, le relazioni sessuali, l'aborto, etc; la morale cattolica, aggiunge, è fondata sulla "ragione umana, illuminata dalla fede". Egli richiama i diversi passaggi nelle Sacre Scritture, in cui si spiega che "non sono permesse" le relazioni sessuali fra persone dello stesso sesso, anche se molti sono propensi a credere "in modo sincero e genuino" che ciò sia permesso. Vi sono poi le implicazioni familiari che deriverebbero da unioni omosessuali, in tema di matrimonio e di adozione. L'arcivescovo di Singapore spiega che "la mancanza di uno dei due genitori di sesso diverso", sarebbe fonte di "rischio" per il bambino e causa di "crisi di identità", oltre che un danno "per la società e il futuro". 

"Contro le tendenze dominanti nel mondo - afferma il prelato - la Chiesa ha il compito di riaffermare la verità, così come essa è rivelata nelle Scritture. E questo vale anche per altri insegnamenti della morale, che possono sembrare difficili da accettare come aborto, eutanasia, cellule staminali e via discorrendo". Mons. Goh aggiunge anche che "la Chiesa non condanna i peccatori, ma pone l'accento sul peccato" e il giudizio "è riservato solo a Dio". Tutti i battezzati "sono chiamati alla castità", conclude l'arcivescovo - e dato che è "difficile" restare casti oggi, tutti i cattolici "hanno bisogno dell'aiuto di Dio e del sostegno della comunità cristiana". 

 

 

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