23/12/2014, 00.00
SINGAPORE
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Arcivescovo di Singapore: con “modestia e umiltà”, il Bambino Gesù traccia la via dell’amore

Nel messaggio di Natale alla comunità, mons. Goh sottolinea che la felicità non è legata a “cariche e onori”, ma alla capacità di amare. Egli invita i fedeli a “lasciare che Gesù nasca nei nostri cuori”. Non si tratta solo di un “avvenimento storico, ma di un fatto che tocca la nostra esistenza”.

Singapore (AsiaNews) - Cristo è venuto al mondo scegliendo la via "dell'umiltà e della modestia", sperimentando "la fragilità della condizione umana", sotto forma di "un piccolo bambino senza potere, né forza". È quanto sottolinea nel messaggio di Natale alla comunità cattolica di Singapore l'arcivescovo mons. William Goh Seng Chye, secondo cui Gesù con la sua nascita "ci ha insegnato come amare, perché avessimo anche noi la vita (eterna)". Perché la felicità non è legata alle cariche ricoperte o agli onori ricevuti, ma "è donata a quanti sono capaci di amare". "Gesù ci ha mostrato la via al cuore di Dio - aggiunge - e amandolo come Egli ha fatto, possiamo godere della sua gioia e della sua pace". 

A Singapore i cattolici sono oltre 200mila, pari al 5% circa del totale della popolazione; fra le religioni, la più diffusa è il buddismo col 43%; seguono i cristiani col 18% del totale, islam 15%, induismo e taoismo 11 e 5%.

La Chiesa della città-Stato vive una fase di crescita e dinamismo, che hanno portato alla recente apertura di un seminario teologico, definito una vera e propria "pietra miliare" per la comunità locale. La sua testimonianza avviene all'interno di una società di stile confuciano, dove potere, ruolo sociale, ricchezza sono gli ideali della vita.

Nel messaggio di Natale, l'arcivescovo esorta i fedeli a "lasciare che Gesù nasca nei nostri cuori", con il battesimo e la penitenza da tutti i peccati. La festa rappresenta l'esaltazione dell'amore di Dio che si fa carne, affinché tutti noi "possiamo godere dello Spirito Santo". Per questo Natale è più della nascita di Gesù in una grotta di Betlemme, non si tratta - aggiunge - di "un avvenimento storico, ma di un fatto che tocca la nostra esistenza". 

Il prelato invita a prendere esempio dai pastori, "sempre pronti" a "obbedire e rispondere" alla chiamata di Dio; inoltre, egli chiede di parlare e condividere la Buona Novella, perché "diventi fonte di ispirazione della fede", come hanno fatto ancora una volta i pastori, annunciando la nascita del bambino. Ancora, mons. Goh esorta a "contemplare il Suo amore attraverso la preghiera", perché molte cose nella vita "non si comprendono subito con la mente", ma serve tempo da dedicare "alla riflessione, al sentimento e alla preghiera". 

Infine, l'arcivescovo di Singapore ricorda che "siamo chiamati a lodare Dio con la nostra vita", diventando fonti di pace, di speranza e di amore nel mondo. "Possa la gioia e la pace del Cristo bambino - conclude il prelato - essere in voi, come voi possiate fare del Vangelo la guida della vostra vita. Buon Natale a tutti!". 

 

 

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