31/03/2014, 00.00
MYANMAR
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Arcivescovo di Yangon: "Chiese piene per una Quaresima nel segno dei poveri"

di Francis Khoo Thwe
Mons. Charles Bo racconta il periodo di preparazione alla Pasqua nella capitale birmana e le iniziative di solidarietà, in particolare per i più poveri della diocesi. Forte e partecipata la pratica del digiuno, fino a consumare un solo pasto al giorno. Programmi di animazione sociale e spirituale rivolti ai bambini.

Yangon (AsiaNews) - Partecipare ogni giorno alla messa, seguire il venerdì la Via Crucis e osservare l'invito al digiuno e alla preghiera; ancora, unirsi alle attività proposte dalle parrocchie, con una particolare attenzione ai programmi di animazione spirituale dedicati ai bambini. Sono molte le iniziative promosse dall'arcidiocesi di Yangon, in Myanmar, in questo periodo di Quaresima come racconta ad AsiaNews mons. Charles Bo. "I fedeli sono incoraggiati a partecipare ogni giorno alla messa - spiega il prelato - e molte parrocchie sono gremite a ogni celebrazione. Come avviene al venerdì, in occasione della Via Crucis". Fra le molte chiese attive nella proposta di preghiera ai fedeli, vi è una particolare parrocchia che durante la Quaresima "propone ogni mattina alle 5.30" la Via dolorosa "per rispondere proprio alle richieste dei fedeli, come segno di devozione nel ricordo della Passione di Gesù". Al termine la comunità partecipa alla messa "e ogni volta - spiega mons. Bo - è gremita di persone". 

In queste settimane di digiuno e preghiera, i cristiani sono invitati a nutrirsi - in particolare al venerdì - con verdure e altri alimenti che non siano a base di carne. Mons. Bo riferisce che questa indicazione "viene osservata con serietà" da moltissimi fedeli, alcuni "assumono un solo pasto in tutta la giornata" per tutti e 40 i giorni di Quaresima. Grande attenzione, continua il prelato, viene inoltre "dedicata alle confessioni e alla penitenza personale". 

Vi sono quindi momenti di adorazione eucaristica davanti al Santissimo Sacramento, ritiri spirituali e momenti di preghiera organizzati dai movimenti giovani della diocesi, dai membri di Legio Mariae e sono rivolte a giovani, anziani, sacerdoti e laici. In molte famiglie è ancora viva la tradizione di "conservare le ceneri" raccolte nel primo giorno di Quaresima; esse vengono poste sul piccolo altare presente in ogni abitazione, "per simboleggiare la bellezza e la benedizione" che derivano da questo periodo di digiuno e preghiera. 

Non mancano poi le iniziative di solidarietà, racconta l'arcivescovo di Yangon, come la distribuzione di buste ai poveri. "I fedeli sono esortati a compiere piccoli sacrifici - conferma il prelato - alcuni riducono la quantità del loro pasto, oppure risparmiano sull'abbigliamento o altro ancora, per mettere da parte somme di denaro da destinare alla beneficenza". Queste donazioni vengono inviate ai responsabili di Karuna (la Caritas birmana), per sostenere i più bisognosi e i poveri nel corso di tutto l'anno, perché "le persone sono più generose in Quaresima". Fra le varie iniziative, alcune riguardano i più piccoli e - in particolare - i bambini che si apprestano a ricevere la Prima Comunione e i giovani della Cresima. A loro, conclude mons. Bo, chiediamo di imparare a "condividere le esperienze" sfruttando anche iniziative particolari come "i programmi di animazione sociale e spirituale rivolti a loro". 

Il Myanmar è una nazione caratterizzata da forti contrasti, soprattutto fra la maggioranza buddista e la minoranza musulmana. I cattolici birmani sono una piccolissima percentuale sul totale (poco più dell'1%), ma la loro presenza e il loro lavoro verso l'unità e la pace sono fondamentali in una realtà contraddistinta da conflitti etnici e scontri interconfessionali. Spesso ancora oggi essere cristiani è un "fattore identitario" per molte tribù - vedi le minoranze religiose Karen e Kachin - che deve però diventare fonte di incontro e non elemento di divisione, come ha sottolineato più volte in passato lo stesso arcivescovo di Yangon. 

 

 

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