03/02/2014, 00.00
ITALIA - INDIA
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AsiaNews, il viaggio in India e il Buon Samaritano

di Bernardo Cervellera
La nostra informazione serve come ponte per incontrare e condividere la vita con persone di altre culture e continenti. Sulla scia di papa Francesco, accogliere chi è ferito, usando anche gli strumenti virtuali.

Roma (AsiaNews) - Lo scorso gennaio, AsiaNews ha organizzato un viaggio in India con un gruppo di 33 persone. Questi viaggi sono nati dalla richiesta di molti nostri lettori: "Ci parlate tanto di questi Paesi asiatici... perché non ci fare vedere e incontrare le situazioni di cui date notizia?". Da questa domanda sono nate le proposte che facciamo di viaggi in Terra Santa, in India, in Cina e (speriamo) in Myanmar, Cambogia, Vietnam e tanti altri Paesi ancora.

Quest'ultimo viaggio in India (del Nord) ha toccato le città di Mumbai, Delhi, Agra, Varanasi, Calcutta. Abbiamo potuto scoprire la grande storia del subcontinente indiano, le testimonianze della fede indù, buddista, sikh, la vivace presenza della Chiesa e dei cristiani. In effetti, i punti più alti di questo nostro viaggio sono stati gli incontri con le suore del Pime nel lebbrosario di Versova (di cui diamo relazione in questo numero); quello con una comunità interreligiosa di Dalit nella campagna di Varanasi; la preghiera e la testimonianza delle suore di Madre Teresa di Calcutta. Ancora oggi, dopo settimane, ricevo ringraziamenti da tutti i partecipanti che ormai definiscono l'itinerario non "un viaggio", ma "un pellegrinaggio", qualcosa che ha cambiato la loro vita e li ha messi in comunicazione con tanti loro fratelli e sorelle che soffrono la malattia, l'esclusione, la fame, e che vivono una fede decisa e attiva.

Questa piccola esperienza ha avuto in un certo senso l'approvazione di papa Francesco.

Lo scorso 23 gennaio, il papa ha diffuso il Messaggio per la 48ma Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, dal titolo "Comunicazione al servizio di un'autentica cultura dell'incontro". In esso, il pontefice spiega che di fronte alla "globalizzazione dell'indifferenza",

alla "scandalosa distanza tra il lusso dei più ricchi e la miseria dei più poveri", ai "muri che ci dividono", la comunicazione ha il compito  e il "potere" di creare "prossimità".

Il papa mette alcune condizioni perché questo avvenga: la "capacità di fare silenzio per ascoltare"; garantire un "incontro vero" e non manipolato; "dialogare" nella convinzione "che l'altro abbia qualcosa di buono da dire, fare spazio al suo punto di vista, alle sue proposte".

Tutto ciò ci porterà "ad apprezzare l'esperienza umana come si manifesta nelle varie culture e tradizioni. Ma sapremo anche meglio apprezzare i grandi valori ispirati dal Cristianesimo, ad esempio la visione dell'uomo come persona, il matrimonio e la famiglia, la distinzione tra sfera religiosa e sfera politica, i principi di solidarietà e sussidiarietà, e altri".

Sembra proprio la descrizione del nostro viaggio in India, dove assieme allo stupore per la grandezza delle tradizioni religiose orientali, siamo rimasti commossi dallo slancio amoroso dei missionari e delle missionarie che stanno costruendo un mondo nuovo segnato dalla fede cristiana.

Papa Francesco chiede che questo stile sia sempre presente anche nei social network perché anche le reti digitali sono "affollate di umanità, spesso ferita: uomini e donne che cercano una salvezza o una speranza". Per fare questo, è necessario che il lavoro giornalistico non sia un mero strumento tecnico: "solo chi comunica mettendo in gioco se stesso può rappresentare un punto di riferimento. Il coinvolgimento personale è la radice stessa dell'affidabilità di un comunicatore". Per il nostro giornalismo, occorrono dunque dei testimoni, non degli impiegati. Solo così i cristiani faranno missione nel web, una missione che ricorda da vicino quella del Buon Samaritano: "L'icona del buon samaritano - ha concluso il pontefice -  che fascia le ferite dell'uomo percosso versandovi sopra olio e vino, ci sia di guida. La nostra comunicazione sia olio profumato per il dolore e vino buono per l'allegria. La nostra luminosità non provenga da trucchi o effetti speciali, ma dal nostro farci prossimo di chi incontriamo ferito lungo il cammino, con amore, con tenerezza. Non abbiate timore di farvi cittadini dell'ambiente digitale. È importante l'attenzione e la presenza della Chiesa nel mondo della comunicazione, per dialogare con l'uomo d'oggi e portarlo all'incontro con Cristo: una Chiesa che accompagna il cammino sa mettersi in cammino con tutti".

 

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