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  • » 16/01/2012, 00.00

    SIRIA

    Assad promette un’amnistia. La Lega araba discute sull’intervento militare



    Il provvedimento di clemenza riguarderebbe i crimini commessi nei dieci mesi di rivolta, e comprenderebbe anche i disertori. Lo sceicco del Qatar propone l’invio di truppe arabe per fermare la violenza; aveva guidato le iniziative contro la Libia di Gheddafi.
    Damasco (AsiaNews/Agenzie) – Il presidente siriano Bashar al-Assad ha promesso un’amnistia generale per i crimini commessi durante i dieci mesi di rivolta. L’annuncio è stato dato dai media statali. L’amnistia si applicherebbe ai disertori dell’esercito che si consegnino entro la fine di gennaio, e a coloro che sono in possesso di armi ottenute illegalmente. Migliaia di persone sono state arrestate in questi mesi; anche se è impossibile verificare in maniera indipendente le cifre fornite dall’opposizione, dal momento che ai giornalisti stranieri non è concesso, salvo rari casi, l’ingresso nel Paese. Sembra comunque che all’interno della Siria la violenza, sia da parte della sicurezza, sia da parte dei disertori armati continui, a dispetto della presenza dei circa 160 osservatori inviati dalla Lega araba per monitorare la situazione e stilare un rapporto.

    Non è la prima volta che Bashar al-Assad offre un’amnistia ai suoi oppositori, negli ultimi mesi. Secondo gli analisti anche quest’ultima iniziativa non sembra destinata ad avere un profondo impatto sulla situazione politica e sociale, anche se a quanto afferma una televisione, ad-Dunia, è stata discussa con gli osservatori della Lega araba. Le offerte precedenti di clemenza non sembra siano state accolte da numeri consistenti, né che lo Stato abbia onorato le promesse fatte. In un raro discorso pubblico la settimana scorsa il president Bashar al-Assad ha accusato potenze estere di cercare di destabilizzare la Siria, e si è impegnato a schiacciare i “terroristi” con un “pugno di ferro”. (10/01/2012 Assad: dichiareremo presto la vittoria contro la cospirazione internazionale).

    L’iniziativa sulla crisi siriana appare soprattutto in mano alla Lega araba. Il suo segretario, Nabil al-Arabi, ha dichiarato che una riunione dei ministri degli esteri della Lega discuterà la proposta avanzata dal Qatar di inviare in Siria una forza di truppe provenienti dai Paesi arabi. “Tutte le idee saranno aperte alla discussione” ha risposto Nabil al-Arabi a chi gli chiedeva se nell’incontro dei ministri degli Esteri del 21 e il 22 gennaio si tratterà della proposta avanzata dall’emiro del Qatar, lo sceicco Hamad bin Khalifa Al Thani. Lo sceicco ha dichiarato che “per fermare le uccisioni…delle truppe dovrebbero essere mandate a fermare la violenza”.

    Jabr al-Shoufi, un membro del Consiglio nazionale siriano, ha affermato che il governo di Damasco impedirà con la forza l’ingresso di soldati arabi nel Paese. Lo sceicco del Qatar ha guidato il fronte arabo all’intervento in Libia. La sua proposta ha trovato l’immediata opposizione del presidente tunisino Moncef Marzouki secondo cui questo intervento sarebbe la scintilla per un’esplosione in tutto il Medio oriente.
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