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  • » 12/06/2012, 00.00

    INDIA

    Assam, tribali cristiani picchiati e costretti a convertirsi all’induismo

    Nirmala Carvalho

    Due uomini e una donna della tribù Rabha sono ricoverati per le gravi ferite riportate. A portare l’attacco, un gruppo di 40 nazionalisti indù. Il Global Council of Indian Christians denuncia aggressioni sistematiche. Due famiglie di cristiani fuggono per timore di violenze.

    Mumbai (AsiaNews) - Insultati, minacciati di morte, picchiati e costretti ad abiurare il cristianesimo: è accaduto nel villaggio di Deuphani (Assam) ad alcuni tribali Rabha, vittime in questi ultimi giorni di attacchi di 40 radicali indù. "Sono aggressioni sistematiche - denuncia ad AsiaNews Sajan George, presidente del Global Council of Indian Christians (Gcic) - non più tollerabili. I fedeli della tribù Rabha vivono ormai nel terrore. Alle autorità dico: proteggete tutti i vostri cittadini". In seguito all'attacco, tre cristiani, compresa una donna, hanno riportato gravi ferite e sono stati ricoverati,

    Tutto è iniziato l'8 giugno scorso, quando alcuni indù hanno trovato il cristiano Bhageswar Rabha, fuggito da Deuphani, e costretto a riconvertirsi all'induismo. Qualche ora dopo, intorno alla mezzanotte, un gruppo di 40 indù ha fatto irruzione nella casa di Manesor Rabha, un cristiano pentecostale, prelevandolo insieme a sua moglie Mala, e a Michael Rabha (nella foto) e Prashanto Rabha, altri due credenti. Una volta trascinati fuori, li hanno insultati e minacciati, tentando di convincerli ad abiurare il cristianesimo e a firmare dei fogli in bianco.

    Di fronte al silenzio dei cristiani, gli aggressori hanno iniziato a picchiarli, per poi riportarli a casa di Manesor con la minaccia di "terribili conseguenze" se avessero denunciato l'accaduto alla polizia. La mattina del 10 giugno, Mala, Michael e Prashanto sono stati ricoverati al Satribari Christian Hospital. In seguito all'attacco, altre due famiglie (sette persone in totale) sono fuggite dal villaggio.

    "L'amministrazione del distretto - sottolinea Sajan George - deve assicurare protezione e sicurezza a questi tribali cristiani. La libertà religiosa è sancita dall'art.25 della Costituzione indiana, che garantisce ai cittadini di ogni credo di professare, praticare e diffondere la sua fede". 

     

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