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» 24/03/2011
PAKISTAN
Assassinio Bhatti: attivisti pakistani, vogliono insabbiare la verità
di Jibran Khan
I leader cristiani denunciano lacune nelle indagini sulla morte del ministro per le Minoranze. Troppi depistaggi e manca la volontà politica di punire i responsabili. Il neo presidente AMPA Paul Bhatti chiede una Commissione parlamentare di inchiesta. Come Shahbaz, "continueremo la missione fino all'ultima goccia di sangue".

Islamabad (AsiaNews) - Un gruppo di attivisti cristiani denuncia le lacune nelle indagini sull'omicidio di Shahbaz Bhatti, ministro cattolico per le Minoranze assassinato il 2 marzo scorso per la sua battaglia contro le leggi sulla blasfemia. Esponenti della All Pakistan Minority Alliance (APMA) lamentano tentativi di depistaggio e la mancanza di una reale volontà politica di catturare e punire i responsabili, probabilmente legati all'ala fondamentalista islamica del Paese che tiene in ostaggio il governo di Islamabad. Tuttavia i leader cristiani promettono battaglia e assicurano: "continueremo la missione di Shahbaz Bhatti fino all'ultima goccia del nostro sangue".
 
Paul Bhatti, neo eletto presidente di AMPA, manifesta disappunto per gli scarsi risultati emersi sinora dalle indagini sulla morte di Shahbaz Bhatti e invoca la creazione di una Commissione parlamentare di inchiesta. Al momento è stato fermato solo un sospetto che, nonostante i proclami del ministero degli Interni, avrebbe avuto per la polizia un ruolo secondario. In una conferenza tenuta al Circolo della stampa di Islamabad, il leader AMPA denuncia depistaggi del partito di governo - il Partito popolare pakistano (PPP) - e la mancata scorta per il ministro cattolico "martire" della fede. "Il ministero degli Interni - continua Paul Bhatti - annuncia una svolta a breve [...] ma sono solo false speranze, sotto forma di comunicati in base ai quali i colpevoli saranno presto consegnati alla giustizia".
 
Pervaiz Rafique, membro dell'assemblea provinciale del Punjab, promette che "continueremo la missione di Shahbaz Bhatti fino all'ultima goccia del nostro sangue", anche se governo e autorità non garantiscono il rispetto della legge nel Paese. Egli ricorda la morte del governatore Salman Taseer, il cui assassino ha confessato il delitto, ma le autorità non l'hanno incriminato per le pressioni esercitate dai fondamentalisti islamici.
 
Leader cristiani e attivisti per i diritti umani, uniti in una delegazione, hanno incontrato il capo della polizia di Islamabad per chiedere maggiori informazioni sulle indagini. Tuttavia non hanno ricevuto risposte ritenute "soddisfacenti". Intanto a Kot Addu, nel Punjab, continuano le vessazioni dei latifondisti musulmani - sostenuti dai funzionari locali - contro la comunità cristiana. Dopo la profanazione dei cimiteri, i piccoli capi mafia intendono spossessare i cristiani delle loro terre, grazie anche all'influenza esercitata da potenti parlamentari della zona. I funzionari locali negano episodi di violenze e abusi, mentre gruppi cattolici - fra cui la Commissione nazionale di Giustizia e pace (NCJP) - si sono attivati a tutela dei diritti dei cristiani.  

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