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» 12/09/2006
KAZAKHSTAN
Astana, si è aperto il secondo Congresso dei leader religiosi mondiali
di Joseph Masilamany

All'incontro partecipano il card. Etchegaray, il patriarca ecumenico Bartolomeo ed il segretario generale della Lega musulmana mondiale. Fra i temi in agenda, la promozione del dialogo e la libertà religiosa nel mondo.



Astana (AsiaNews) – Si è aperto ieri, mentre il mondo ricordava la tragedia dell'11 settembre che per alcuni ha aperto uno scontro di civiltà, il secondo Congresso dei leader delle religioni mondiali che ha come scopo la promozione dell'armonia e del dialogo interreligioso.

L'incontro si è aperto nel Palazzo presidenziale della capitale del Kazakhstan: sono presenti circa 60 fra capi religiosi ed oratori. Il Congresso, che si svolge nel Palazzo della pace e dell'accordo, si chiuderà domani.

Fra i partecipanti vi sono: il card. Roger Etchegaray, presidente emerito del pontificio Consiglio Giustizia e pace; il patriarca ecumenico Bartolomeo; il segretario generale della Lega musulmana mondiale, Abdullah Abdulmohsin Al-Turki ed il rabbino capo di Israele Shloma Amar oltre a rappresentanti del mondo buddista, indù e taoista.

Sono previsti diversi argomenti di discussione, fra cui "le sfide che si pongono davanti alla comunità internazionale come il terrorismo ed il conflitto fra le religioni", ma gli interventi più attesi sono quelli sulla libertà religiosa nel mondo ed il ruolo delle religioni nell'aiutare la sicurezza internazionale.

Fra i primi a parlare oggi, l'ex primo ministro della Malaysia, Mahathir Mohammad, che ha detto: "La religione non può essere relegata negli sprofondi dell'animo umano: essa ha un ruolo importante nella vita dei singoli, delle famiglie, delle nazioni e del mondo intero. Quello che si svolge qui è un incontro che ha grande importanza, soprattutto nell'ottica della preoccupazione della comunità internazionale riguardo agli scontri interreligiosi".


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Dossier

by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
by Lazzarotto Angelo S.
pp. 528
by Bernardo Cervellera
pp. 240
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