18/04/2015, 00.00
KAZAKHSTAN
Invia ad un amico

Astana: le elite discutono di cambiamento climatico, mentre i bambini svengono e si ammalano

Seminario sulle sfide ambientali e l’uso degli idrocarburi ad Almaty. Esperti in campo accademico e scientifico hanno discusso dello sviluppo economico dei Paesi dell’Asia Centrale. Ma le industrie petrolifere avvelenano il territorio. Decine di persone colpite da svenimento a causa delle esalazioni tossiche.

Astana (AsiaNews) - “Prima, aveva solo le convulsioni. Ora invece non riesce a vedere bene, la pressione del sangue è bassa, non sente più le gambe e non riesce a parlare”. È la testimonianza di Tlek Temirgaliyev, padre di un bambino kazako della sesta classe colpito da una strana malattia che provoca svenimenti continui. Mentre i massimi esperti in campo accademico e scientifico discutono dello sviluppo degli idrocarburi e della sfida posta dal cambiamento climatico durante un seminario organizzato ad Almaty, nel Paese si registrano nuovi casi di bambini malati a causa dell’inquinamento prodotto dalle industrie petrolifere.

Nel più grande Paese centro-asiatico si è svolto infatti il 16 aprile un seminario scientifico organizzato dalla Fondazione per l’incontro Asia-Europa (Asem) in collaborazione con l’Università tecnica nazionale del Kazakhstan (ZazNTU).  Il seminario - dal titolo “Asia centrale: lo sviluppo degli idrocarburi e la sfida del cambiamento climatico” - rientra tra le iniziative promosse dall’Istituto di ricerca “Asia Centre” (con base a Parigi), che da due anni conduce ricerche su come coniugare lo sviluppo economico dei Paesi dell’Asia centrale con la sicurezza dell’ambiente.

La questione dell’inquinamento del territorio è avvertita in particolare nei villaggi poveri dell’ovest del Paese, dove da anni si registrano numerosi casi di “strane malattie”, come quella del sonno, che continua a colpire in maniera ciclica il villaggio di Kalachi. Oppure vi sono gli “strani svenimenti” che colpiscono i bambini del villaggio di Berezovka dal novembre 2014, di cui il figlio di Temirgaliyev è solo uno dei tanti casi. Tutti i malati - circa 50 persone dalla comparsa dei primi episodi - riportano gli stessi sintomi: vertigini, crampi e nausea.

Nuovi svenimenti sono avvenuti l’11 aprile mentre due bambini della quinta e sesta classe si trovavano sui banchi di scuola. Insegnanti e alunni hanno provato a far loro riprendere conoscenza, senza risultato, fino a quando non sono stati condotti in ospedale. Secondo i residenti, le responsabilità sono da attribuire ai rifiuti tossici prodotti dal vicino campo di Karachaganak, dove la società straniera Karachaganak Petroleum Operating B.V. estrae gas e petrolio su un territorio per si estende per 280 km². Gli abitanti temono che i loro problemi di salute siano legati all’avvelenamento dell’ambiente e hanno chiesto alle autorità locali di poter essere trasferiti in insediamenti lontani dal territorio inquinato. Per il momento non hanno ricevuto risposta.

TAGs
Invia ad un amico
Visualizza per la stampa
CLOSE X
Vedi anche
Ningbo: 51 arresti per le proteste della popolazione contro l'inquinamento
30/10/2012
Pechino, l’ultima centrale a carbone chiuderà nel 2016
25/03/2015
La marea nera a Dalian minaccia le acque internazionali
21/07/2010
Una macchia nera di oltre 100 chilometri quadrati copre il mare a Dalian
19/07/2010
Stato di disastro in Corea: oltre 50 km di costa sotto un manto nero di petrolio
12/12/2007


Iscriviti alle newsletter

Iscriviti alle newsletter di Asia News o modifica le tue preferenze

ISCRIVITI ORA
“L’Asia: ecco il nostro comune compito per il terzo millennio!” - Giovanni Paolo II, da “Alzatevi, andiamo”