12/10/2009, 00.00
CINA
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Attivista detenuto per ore: scritta “anti-rivoluzionaria” sulla maglietta

La scritta ritenuta “pericolosa” criticava “la dittatura del partito unico” ed era di Liu Xiaoqi. La campagna contro gli slogan sulle magliette dura dalle Olimpiadi dello scorso anno. Vittime anche alcuni membri di Carta 08.

Guangzhou (AsiaNews/Scmp) – La polizia di Guangzhou ha bloccato e interrogato per ore un avvocato attivista dei diritti umani perché la sua maglietta portava slogan considerati “pericolosi per l’ordine pubblico”. Alla fine la polizia gli ha tagliato a pezzi la T-shirt e gliene ha data una bianca, senza alcuna scritta. La scritta “pericolosa” è la seguente: “La dittatura del partito unico è un disastro”.

Secondo quanto afferma il South China Morning Post, ieri pomeriggio Liu Shihui, avvocato che ha spesso difeso attivisti per i diritti umani, stava facendo una passeggiata sulla montagna di Baiyun portando la maglietta incriminata. La pubblica sicurezza lo ha preso per il collo e lo ha interrogato per più di quattro ore per le scritte della maglietta. Liu si è difeso dicendo che la scritta “La dittatura del partito unico è un disastro”, riportata sul petto, è la citazione di un editoriale della Xinhua, pubblicato negli anni ’40; quella sulle spalle (“Il Partito comunista è contro la dittatura del partito unico del Kuomintang, e il Pc non attuerà mai una dittatura del partito unico”) è invece tratta da un discorso del presidente Liu Xiaoqi.

Per la polizia le due scritte “disturbano l’ordine pubblico” e “ingannano il pubblico”. Per questo gli hanno tolto la maglietta e gliela hanno tagliata a pezzi, regalandogli una maglietta bianca, senza alcuna scritta.

Questa è la seconda volta che Liu Shihui ha problemi con quanto indossa. A metà maggio, qualche settimana prima dell’anniversario di Tiananmen, la polizia lo ha fermato perché indossava una maglietta con gli stessi slogan.

Negli ultimi mesi la campagna contro le magliette si è intensificata: diversi aderenti a Carta 08 sono stati fermati perché avevano slogan “provocatori”. Carta 08 è il proclama a favore dei diritti umani in Cina, sottoscritto da migliaia di intellettuali, membri del partito e persone del popolo. Lo scorso anno alle Olimpiadi era vietato a cinesi e ospiti stranieri indossare magliette con qualunque tipo di slogan, soprattutto quelli a favore del Tibet.

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