Aumento dei costi di trasporto da parte della Cina, bloccato il commercio con il Nepal
Kathmandu (AsiaNews) - Il commercio tra Cina e Nepal è congelato da quasi una settimana. La protesta dei commercianti nepalesi, iniziata lunedì 20 maggio, in seguito al sensibile aumento sui costi di trasporto apportato dalle compagnie cinesi, ha causato un totale arresto del traffico frontaliero.
L'aggiunta di 1.500 yuan, circa 250 dollari, al prezzo di ogni carico che lascerà i magazzini di Khasa diretto in Nepal, ha provocato, da lunedì 20 maggio, la completa paralisi del traffico commerciale in entrambi i sensi. Il comitato di protesta, guidato da Nilkantha Chaulagain, presidente dell'Associazione per il commercio trans-himalayano, si sta accertando che nessun carico lasci il Paese, provocando l'ammassamento di merci per miliardi di rupie nella località di confine. "Non riusciamo più a gestire la situazione - dichiara Mimansha Adhikari, responsabile dell'ufficio di frontiera - non solo si registra una grande perdita nelle vendite, ma non c'è neanche più spazio per la merce; è impilata ovunque, nelle strade, all'aria aperta".
Jagannath Sharma Paudel, capo dell'Ufficio per l'immigrazione di Kodari località nepalese di frontiera, ha accusato il governo cinese di 'lavarsene le mani', sostenendo che "dovrebbe dimostrarsi determinato a risolvere la controversia piuttosto che dipendere in modo passivo da compagnie di commercio private".
Alla fine del 2012 il ministro dell'Economia di Kathmandu ha comunicato che il Paese ha quadruplicato la mole di esportazioni annue verso la Cina, con 11,15 milioni di dollari annui. La linea Khasa-Tatopani, rappresenta la sola via di commercio bilaterale tra Cina e Nepal e si tratta del primo consistente blocco del traffico da molti anni a questa parte. Il capo segretario del ministero per la Pianificazione industriale nepalese, Krishna Gyawali, si è detto tuttavia fiducioso sul fatto che Pechino si dimostri 'responsabile' e disponibile a un dialogo governativo. "È una situazione di stallo che nuoce all'economia di entrambi i Paesi" ha concluso il segretario.




