09/05/2008, 00.00
CINA
Invia ad un amico

Aumento record dei costi della produzione, rallenta l’economia cinese

Energia, alimenti e materie prime (specie metalli) causano il maggior aumento dei costi di produzione da tre anni. Intanto le contromisure del governo non fermano l’inflazione, stabile oltre l’8%, nonostante rallentino l’esportazione e le richieste di generi di lusso.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) – I costi della produzione in Cina sono cresciuti dell’8,1% ad aprile, secondo l’Ufficio nazionale di statistica, maggior aumento da 3 anni, causato dalla crescita dei prezzi di energia, alimenti e materie prime (soprattutto metalli). Gli alimenti sono cresciuti dell’11,9% ad aprile, l’acciaio del 27,3% e il carburante del 10,3%. Molti ritengono che questo aumento potrà ricadere sui prezzi al consumo, innescando successivi aumenti. Più ottimisti altri analisti che collegano l’aumento alla costituzione di ampie riserve di materie prime che molte aziende stanno costituendo, in previsione della chiusura di molte miniere e fabbriche inquinanti per uno o due mesi per le Olimpiadi.

Intanto l’inflazione continua a correre, nonostante le contromisure del governo. Secondo stime di esperti (i dati ufficiali saranno comunicati il 12 maggio), ad aprile l’indice dei prezzi al consumo è salito di almeno l’8,2%, dopo l’8,3% di marzo e l’8,7% di febbraio.

Sebbene l’inflazione non si fermi, appare rallentare l’economia cinese. Così è rallentata la crescita dell’esportazione, pari nel mese al +21,8%, dopo che era stata di +30,6% a marzo; gli esperti prevedono ulteriori diminuzioni nella richiesta estera di prodotti cinesi. Rallenta anche il consumo interno, specie per i generi di lusso: il mese scorso le vendite di autovetture sono aumentate solo dell’11%, mentre nei primi 4 mesi del 2008 sono cresciute del 18% e nel 2007 del 22%.

Esperti osservano che un’inflazione sempre superiore all’8% può minacciare la stabilità sociale, anche considerato che nel Paese non esistono meccanismi per un automatico adeguamento dei salari. Oggi il vicepremier Wang Qishan ha ripetuto che l’inflazione è il maggior problema economico del Paese e che il governo proseguirà una “stretta politica monetaria” per raffreddare l’economia.

Molti ritengono che per frenare l’inflazione sia necessario un più rapido apprezzamento dello yuan rispetto al dollaro: dopo una crescita record del 4,2% nei primi 3 mesi del 2008, lo yuan ha guadagnato appena lo 0,16% ad aprile. Ma altri osservano che, in questo momento, un suo rapido apprezzamento farebbe diminuire le esportazioni, mentre appare difficile che la produzione in eccesso possa essere ora assorbita dal mercato interno. (PB)

Invia ad un amico
Visualizza per la stampa
CLOSE X
Vedi anche
Pechino sull'orlo della deflazione: scendono i prezzi, per la prima volta da 6 anni
10/03/2009
In Cina rallenta l’inflazione, ma continua la corsa dei prezzi
12/06/2008
Banca Mondiale: nel 2011 prosegue la crescita dell’Asia, guidata dalla Cina
13/01/2011
Nel Guizhou una mensa aumenta i prezzi, gli studenti la devastano
26/11/2010
Cina e Stati Uniti cercano più cooperazione commerciale; a Pechino cresce l’inflazione
11/12/2007