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» 02/04/2012
MYANMAR
Aung San Suu Kyi in Parlamento: “trionfo del popolo”, inizio di una “nuova era”
La “Signora” avrebbe vinto nel proprio collegio elettorale. I candidati della Nld avrebbero trionfato in 43 dei 44 seggi in cui erano candidati. I risultati ufficiali verranno pubblicati entro la settimana. Le elezioni suppletive un primo passo verso la vera sfida: le elezioni generali del 2015.

Yangon (AsiaNews/Agenzie) - Le elezioni suppletive rappresentano un "trionfo del popolo" che potrebbe dare inizio a una "nuova era" nella storia del Myanmar. Con queste parole la leader dell'opposizione Aung San Suu Kyi ha accolto l'annuncio del suo partito, la Lega nazionale per la democrazia (Nld), che parla di vittoria schiacciante nel collegio elettorale in cui era candidata (Kawhmu constituency, a Yangon). Ieri in tutto il Myanmar si è votato per aggiudicare 48 seggi parlamentari, rimasti vacanti dalle elezioni del novembre 2010 (cfr. AsiaNews 31/03/2012 Birmani al voto. Un seggio parlamentare ad Aung San Suu Kyi). La Commissione elettorale riferisce che i risultati ufficiali saranno resi noti entro una settimana, perché i vertici della Nld hanno presentato diverse denunce di brogli; tuttavia, la vittoria della Nobel per la pace è data per certa.

 Kyi Toe, portavoce della Lega nazionale per la democrazia, dichiara che "abbiamo conquistato 43 seggi su 44" alla Camera bassa e "aspettiamo i risultati dell'ultimo nello Stato Shan, nel nord [della Birmania] per il pomeriggio di oggi".

 Intanto la Nobel per la pace ha tenuto un breve discorso pubblico ai suoi sostenitori, davanti alla sede della Nld a Yangon. Pur festeggiando la vittoria alle urne, la "Signora" avverte di non eccedere nei trionfalismi perché le elezioni sono solo un passaggio nel cammino di riforme avviato dal Maynmar. Aung San Suu Kyi parla di "vittoria del popolo" che ha scelto di essere parte del "processo politico" in atto nel Paese e assicura il massimo impegno per promuovere ulteriori riforme.

 Aung San Suu Kyi intende continuare la collaborazione con il presidente Thein Sein, che ha permesso di traghettare l'ex Birmania da un ferreo regime militare a una nazione in cui si intravedono spiragli concreti di democrazia, anche se "molto" resta ancora da fare. I sostenitori della "Signora" - che ha trascorso 15 degli ultimi 22 anni agli arresti domiciliari e speso un terzo della propria vita sacrificandosi per la causa dei birmani - hanno festeggiato tutta la notte. "È normale che il popolo sia felice" ha affermato la Nobel per la pace, che invita alla moderazione: "Le parole, le azioni e i comportamenti possono ferire e amareggiare le altre parti" e per questo il popolo "deve assolutamente evitarli". "Speriamo che questo - conclude - sia l'inizio di una nuova era".

 Il successo - ufficioso - di Aung San Suu Kyi e del suo partito non cambieranno gli equilibri in seno al Parlamento, dominato dal partito di governo e con un 25% di seggi riservati ai militari. Tuttavia, la vittoria del candidati della Nld è un chiaro segnale politico che il popolo lancia al governo e ai militari, che non potranno più comandare nel Paese usando il pugno di ferro. E lancia la prossima, reale sfida: le elezioni generali del 2015, dove si assisterà al vero faccia a faccia fra governo sostenuto dallo Union Solidarity and Development Party (Usdp) - che oggi detiene l'80% circa dei seggi - e l'opposizione democratica.

 La comunità internazionale ha accolto con favore le elezioni suppletive in Myanmar. Il segretario di Stato statunitense Hillary Clinton ha rinnovato il sostegno degli Usa al "cammino di riforme" e l'Unione europea non ha escluso la possibilità di rimuovere alcune sanzioni se il voto risulterà libero da brogli.


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Dossier


by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
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