30/05/2007, 00.00
IRAQ
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Baghdad, Esercito del Mahdi impone il velo alle donne cristiane

Dopo i radicali sunniti anche gli sciiti iniziano a perseguitare la comunità cristiana. Nella capitale circola una lettera a firma della milizia di al-Sadr, in cui si avverte dell’istituzione di comitati speciali per vigilare il comportamento islamico. La Russia garantisce “pressioni” su autorità irachene e partner internazionali per il rispetto dei cristiani. Oggi pomeriggio manifestazione della diaspora irachena a Stoccolma.

Baghdad (AsiaNews) – “Formazioni estremiste sunnite e sciite in Iraq sono in lotta su tutto, ma su un aspetto sembrano concordare: la persecuzione dei cristiani”. Così raccontano alcuni fedeli da Baghdad. Nella capitale circola una lettera, che intima alle donne cristiane di indossare il velo pena la segregazione domestica. La firma è dell’Esercito del Mahdi, la milizia di Moqtada al-Sadr, l'imam radicale sciita iracheno, che gli Usa considerano la più grande minaccia alla sicurezza del Paese. Finora era stato il gruppo sunnita dello “Stato islamico dell’Iraq” a siglare le azioni più violente contro la comunità cristiana: dall’imposizione della jizya - la tassa di “compensazione” chiesta dal Corano ai sudditi non-musulmani - agli espropri di case e possedimenti, alle conversioni forzate all’islam.

L’agenzia Aina riporta oggi la traduzione inglese della lettera. Nel testo si ricordano le parole del martire Mohammad Sadiq al-Sadr, che domandava “la Vergine Maria era forse senza velo, così da concedere che lo siano anche le donne cristiane? E Fatima al-Zahara? E le spose dei Califfi del primo Califfato e dei successivi? No e poi no…Allah lo vieta”. Si avverte poi che “in nome dell’Essere Supremo, la donna che non indossa il velo è un’adultera e sfida  Allah e il suo Profeta e ignora e nega la religione”. Alla domanda “quale misure vanno prese contro le donne che non obbediscono al portare il velo?” la risposta è che mariti e padri le “educhino e guidino in modo religioso così che si convincano; qualora fallissero devono segregarle a casa e fare in modo che non abbiano contatti, proibiti, con gli uomini”. Alla fine si avverte che sono stati istituiti “comitati speciali”per seguire la questione. La firma è della “Fondazione popolare per l’Esercito del Mahdi”.

Nel frattempo dichiarazioni di solidarietà ai cristiani in Iraq iniziano ad arrivare anche da grandi potenze mondiali, come la Russia. Da poco è stata resa pubblica una lettera del ministero russo degli Esteri indirizzata al Comitato degli assiri russi, in cui si garantisce che nei contatti di Mosca “con i rappresentanti delle autorità irachene e i partner internazionali si farà presente la necessità di garantire le condizioni necessarie per preservare la cultura originaria dei cristiani in Iraq, la loro adeguata rappresentanza nelle strutture statali, la tutela dei diritti civili e legali di tutte le confessioni, senza ammettere discriminazioni verso le minoranze etnico-religiose”.

Per portare all’attenzione dell’opinione pubblica occidentale il dramma di questa comunità, ormai in via di estinzione in patria, il sito Ankawa.com - con sede in Svezia - ha indetto per oggi pomeriggio una grande manifestazione a Stoccolma cui aderiranno cristiani iracheni dell’emigrazione come pure membri delle altre minoranze religiose fuggiti dall’Iraq. (MA)
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