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» 17/08/2005 16:21
iraq
Baghdad: 3 autobombe uccidono 43 persone

Gli attentati scelti con cura per uccidere più civili possibile. La strategia: "vogliono mettere paura nel cuore della gente e spingere alla dissoluzione del governo".



Baghdad (AsiaNews/Agenzie) – Tre autobomba sono esplose a pochi minuti di distanza l'una dall'altra, in una stazione dei pullman della capitale e vicino ad un ospedale. Le esplosioni sono avvenute in un momento di punta (alle 8.00 ora locale), distruggendo alcuni autobus di linea e uccidendo 43 civili irakeni.

Le autorità affermano che gli attentati mirano a terrorizzare la popolazione e a produrre la caduta del governo. Gli attacchi sono avvenuti a 2 giorni dalla scadenza per la presentazione della nuova costituzione irakena, la cui stesura tarda a venire a causa di forti differenze fra sciiti, laici e curdi. Il ritardo sulla stesura della costituzione e l'insicurezza prodotta dagli attentati rischia di generare scossoni politici.

Due auto-bomba sono scoppiate a distanza di 10 minuti nella stazione degli autobus di Al-Nahda; una terza è scoppiata vicino all'ospedale Al-Kindi, situato nella stessa area. Fonti ufficiali confermano che i morti sono 43 e 76 i feriti.

Una delle bombe alla stazione Al-Nahda ha prodotto un cratere largo due metri; 3 autobus hanno preso fuoco. Al momento dell'esplosione i veicoli erano pieni di persone. Al-Nahda è una delle stazioni principali di Baghdad, che lega la città con le zone a predominanza sciita del sud della capitale.

La terza bomba è esplosa in una zona verdeggiante, dove la gente di solito si raccoglie per trovare refrigerio all'ombra degli alberi, durante il torrido estate irakeno.

Gli attentati miravano a fare il maggior numero di vittime civili possibile. Di solito la maggior parte degli attacchi si era finora indirizzata contro le forze di sicurezza.

Nelle ultime settimane al Qaeda ha diffuso messaggi su internet con forti minacce contro coloro che decidono di partecipare al referendum per l'accettazione della costituzione irakena, in programma per metà ottobre.

Leith Kubba, portavoce del governo, ha affermato che "il primo scopo degli attentatori è di metter paura nel cuore degli irakeni; l'altro scopo è di preparare una caduta del governo".

Gli attentati di oggi avvengono mentre la scadenza per la stesura della nuova costituzione è stata ritardata di una settimana. Munther al –Fadhal, un membro della costituente ha dichiarato che "se l'Iraq non rispetta la nuova scadenza, dovremo dissolvere l'assemblea nazionale, il governo crollerà e dovremo aprire nuove elezioni".

Il primo ministro Ibrahim Jaafari e altri politici non parlano di crisi : "Bisogna considerare – ha detto – la demografia irakena e la sua complicata mappa politica. Il ritardo è solo di una settimana e i punti ancora in questione non necessitano di un tempo maggiore". La nuova stesura dovrebbe essere pronta per il 22 agosto, ma diversi politici parlano di differenze incolmabili fra sunniti, sciiti e curdi. Fadhlal ha precisato: "Vi sono serie differenze su temi quali la distribuzione della ricchezza nazionale (il petrolio) e l'esigenza di autonomia richiesta dai curdi".

La stesura della nuova costituzione, che darà votata con un referendum nazionale in ottobre, è uno dei punti nell'agenda della transizione politica in Iraq, fortemente voluta da Stati Uniti ed alleati come un passo necessario prima di iniziare il ritiro della truppe straniere dal paese.

Jawad al-Maliki, sciita, anch'egli membro della costituente,  esprime ottimismo e pensa che si giungerà ad un accordo, anche se non approvato da tutti i partiti.

"Non cerchiamo un consenso al 100%" ha detto; "la cosa più importante è che la popolazione irakena accetti la costituzione con il referendum".


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