04/01/2007, 00.00
ONU – COREA DEL NORD
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Ban Ki-moon: Corea del Nord e Medio Orente priorità delle crisi internazionali

di Theresa Kim Hwa-young
Nel suo primo incontro con la stampa, il nuovo segretario Onu sollecita un maggiore impegno e una risposta comune degli Stati per risolvere crisi come il nucleare nord coreano, Sudan, Medio Oriente, Iran, Iraq, Libano. Le sue prime dichiarazioni di programma, mentre l’Onu chiede al presidente irakeno di sospendere le esecuzioni di sentenze di morte.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) – Il problema nucleare della Corea del Nord e le crisi nel Medio Oriente e in Sudan sono le crisi internazionali alle quali il nuovo segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, vuole dare "priorità". E' quanto lo stesso Ban Ki-moon ha dichiarato il 2 gennaio, suo primo giorno di lavoro nel suo nuovo incarico. 

 

Alla stampa ha detto che ci sono impegnativi problemi internazionali, quali la regione del Darfur in Sudan, il Medio Oriente, Libano, Iran, Iraq e Corea del Nord. L’ex ministro degli esteri della Corea del Sud ha detto che affronta questi problemi con molta fiducia e speranza, ma ha sollecitato un impegno e una risposta comune dell’intera comunità internazionale, osservando che nessun singolo Paese, per quanto potente, può da solo risolverli. “Né una singola persona, compreso il segretario generale dell’Onu, né un singolo Paese, qualunque siano la sua forza, il suo potere e le risorse, può risolverli”, ha detto.

 

Per la questione nucleare nord coreana ha anche ricordato la sua precedente attività come ministro degli esteri e ha dichiarato che utilizzerà l’ufficio di Segretario “per agevolare progressi dei colloqui tra le sei parti”, riferendosi agli incontri tra Stati Uniti, Russia, Giappone, Cina, e le due Coree per discutere e fermare il programma di Pyongyang per lo sviluppo di armi nucleari.

 

Anche il genocidio nel Darfur è “ai primi posti” nella sua agenda, ha detto Ban, con un incontro fissato il 3 gennaio con Jan Eliasson, inviato speciale delle Nazioni Unite nel Sudan.

 

Riguardo all’esecuzione del 30 dicembre dell’ex dittatore irakeno Saddam Hussein, ha detto che tutti gli Stati debbono rispettare i principi e le leggi internazionali che tutelano gli uomini. Alla domanda se Saddam doveva essere giustiziato, ha risposto che “ogni Stato membro deve decidere” se fare esecuzioni capitali. “Saddam Hussein – ha aggiunto – è stato responsabile di crimini odiosi e di indicibili atrocità contro il suo popolo e non dobbiamo mai dimenticare la vastità dei suoi crimini”. Ma “allo stesso tempo, come Segretario generale, mentre sono con fermezza contrario a ogni forma di impunità, spero che i membri della comunità internazionale daranno il giusto rispetto a ogni aspetto della legge internazionale per la tutela dei diritti umani”. “Durante l’intero mandato, farò quanto posso per aiutare gli Stati membri, la comunità internazionale, a rinforzare la funzione della legge”. Oggi l’Alto commissario Onu, Louise Arbour, si è appellata al presidente irakeno Jalal Talabani perché non siano giustiziati Barman Ibrahim al-Tikriti e Awad al-Bandar, stretti collaborati di Saddam e condannati a morte insieme a lui. Un portavoce Onu ha detto che Ban “sostiene con forza” l’iniziativa della Arbour.

 

Ban, eletto lo scorso ottobre, è l’8° Segretario generale Onu e il secondo asiatico in 35 anni, dopo il birmano U Thant . Ban, nel recarsi al palazzo dell’Onu si è fermato in una cappella per tributare rispetto a chi è caduto per la pace e si è incontrato con i suoi sottosegretari. Ha poi incontrato lo staff dell’Onu e ha avuto un colloquio con l’ambasciatore russo Vitaly Churkin, che da gennaio è presidente del Consiglio di sicurezza.

 

E’ previsto che questo mese si rechi in Etiopia, nel suo primo viaggio ufficiale, per partecipare al summit dell’Unione africana e che incontri il presidente del Sudan.

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