03/12/2012, 00.00
ONU-ISRAELE-PALESTINA
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Ban Ki-moon: I nuovi insediamenti israeliani uccidono la pace

di Joshua Lapide
Anche Stati Uniti, Europa e sinistra israeliana giudicano la mossa come "l'ultimo chiodo sulla bara della soluzione dei due Stati". Netanyahu indifferente alle critiche internazionali. Il governo israeliano blocca il versamento delle tasse all'Autorità palestinese.

Gerusalemme (AsiaNews) - Il progetto di costruire nuovi insediamenti israeliani vicino a Gerusalemme est sono un "colpo fatale" alle speranze di pace: così ha dichiarato ieri il segretario dell'Onu Ban Ki-moon.

A poche ore dal voto dell'Assemblea generale sulla Palestina come Stato non membro e osservatore, il governo israeliano ha autorizzato la costruzione di 3mila case per coloni a Gerusalemme est e nella West Bank.

Ban ha dichiarato che andrebbe fermata la costruzione a Gerusalemme est, nella cosiddetta zona E1, vicino all'insediamento di Maleeh Adumim: essa "rappresenta un colpo fatale alle possibilità rimaste di garantire la soluzione dei due Stati".

Anche Stati Uniti e Unione europea hanno espresso la loro "grave preoccupazione" per la decisione israeliana. In Israele attivisti e personalità della sinistra si esprimono pure loro contro la decisione del governo che con questi nuovi insediamenti "mette l'ultimo chiodo sulla bara della soluzione die due Stati".

I nuovi insediamenti sulla E1 taglierebbero in due i territori palestinesi e separerebbero Gerusalemme est (che per i palestinesi deve diventare la loro capitale) da resto della West Bank.

Il governo di Benjamin Netanyahu appare insensibile alle critiche. In un incontro di gabinetto ieri egli ha condannato il passo della Palestina all'Onu come una "grossolana violazione" degli accordi con Israele e ha ribadito che il suo governo "continuerà a costruire a Gerusalemme e in tutti i luoghi secondo la mappa degli interessi strategici israeliani".

Ieri il governo ha anche deciso di non versare 100 milioni di dollari di tasse raccolte da Israele a nome dell'Autorità palestinese. Il motivo ufficiale è che i palestinesi devono 200 milioni di dollari alla ditta israeliana che fornisce l'energia elettrica ai territori. Ma è da tempo che il ministero israeliano delle finanze minacciava queste ritorsioni contro le mosse  palestinesi all'Onu.

Dall'occupazione del 1967, Israele ha costruito oltre 100 insediamenti per 500mila israeliani nella West Bank e a Gerusalemme est. Secondo le leggi internazionali essi sono tutti illegali. La continua distruzione di territorio palestinese a favore dei coloni israeliani è il motivo principale dello stallo dei dialoghi bilaterali.

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