23/06/2012, 00.00
LAOS
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Banca Mondiale: i laotiani attorno alla diga di Nam Theun 2 hanno luce e acqua

La replica dell’organismo a una recente denuncia di Radio Free Asia (Rfa). Quanti hanno abbandonato i villaggi di origine hanno trovato una sistemazione adeguata. Risarcimenti in denaro per chi non ha voluto trasferirsi nei nuovi villaggi. Resta il timore degli attivisti per l’impatto ambientale dei mega-impianti sui fiumi.

Vientiane (AsiaNews) - Gli abitanti che hanno abbandonato i villaggi di origine per permettere la costruzione della diga di Nam Theun 2, un mega-impianto per la produzione di energia, sono stati ricollocati in nuovi centri in cui vi è "regolare fornitura di elettricità e acqua potabile". È quanto afferma in una nota il Dipartimento per il Laos della Banca mondiale (Wb), smentendo una notizia diffusa nei giorni scorsi da Radio Free Asia (Rfa) e rilanciata da altri organi di informazione (cfr. AsiaNews 16/06/2012 Paradosso laotiano: vivere accanto a una centrale idroelettrica, senza corrente e acqua potabile) secondo cui "parte" della popolazione era costretta a vivere al buio e senz'acqua. Nelle intenzioni dei progettisti e dei finanziatori dell'opera, la funzionalità della centrale viaggia di pari passo col "miglioramento significativo delle condizioni di vita" delle persone.

In  una nota inviata ad AsiaNews Meriem Gray, responsabile comunicazione per il Laos della Banca mondiale, precisa che tutti i nuovi centri abitativi nell'altopiano di Nakai sono forniti di energia elettrica e acqua potabile, parte di un accordo complessivo nei risarcimenti previsto per quanti hanno lasciato le loro case per far posto alla diga. Inoltre, l'impianto non è causa di inondazioni superiori alla norma e lo "scarno" numero di famiglie che hanno "volontariamente" scelto di non godere di una sistemazione nei nuovi villaggi ha beneficiato di un "risarcimento significativo".

Oltre il 90% della produzione energetica della Nam Theun 2 - impianto da 1.070 megawatt di potenza, realizzato lungo un affluente del fiume Mekong nella provincia di Khammouane, attivo dal marzo 2010 - viene venduta alla vicina Thailandia. La diga convoglia le acque dal fiume Nam Theun al fiume Xe Bang Fai; per la sua realizzazione si è reso necessario un investimento di 1,25 miliardi di dollari, finanziato in parte dalla Banca mondiale e dalla Banca asiatica per lo sviluppo.

Nelle previsioni avrebbe dovuto generare una fonte di reddito per i laotiani e ridurre la dipendenza dagli aiuti stranieri. Secondo alcune stime del Dipartimento laotiano della Wb, inoltre, si aggirano attorno ai due miliardi di dollari i proventi complessivi della vendita di energia, da reinvestire nella tutela dell'ambiente e nello sviluppo della popolazione.

Tuttavia, gruppi ambientalisti e movimenti ecologisti - fra cui International Rivers - denunciano che l'impianto potrebbe colpire in modo grave non solo le centinaia di abitanti costretti ad abbandonare le case, ma un totale di almeno 100mila persone, che vivono di pesca nel basso bacino del fiume Xe Bang Fai. Al momento in Laos vi sono 14 centrali idroelettriche operative, altre 10 in costruzione e 56 in fase di progettazione o pianificate sulla carta. Fra queste vi è la controversa diga di Xayaburi, la prima da realizzare sul basso Mekong e dall'impatto ambientale enorme secondo gli esperti (cfr. AsiaNews 13/04/2011 Mekong: ambientalisti contro la diga di Xayaburi, ecosistema a rischio). 

 

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