21/03/2020, 08.00
INDIA
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Bandra: scuola chiusa per il coronavirus, l’orfanotrofio resta aperto

di Nirmala Carvalho

L’istituto di S. Caterina da Siena accoglie 75 bambini poveri e senza genitori dai 5 ai 18 anni. Tre membri dello staff continuano a prendersi cura dei piccoli. Ogni settimana controlli medici attraverso una clinica mobile. Dieta vegetariana, giochi e studio.

Mumbai (AsiaNews) – Il direttore della scuola e orfanotrofio di santa Caterina da Siena di Bandra, centro di riferimento per i bambini poveri e abbandonati di Mumbai, ha deciso di sospendere le lezioni a causa del coronavirus. L’orfanotrofio invece continuerà a prendersi cura dei minori, anche se con personale ridotto. L’obiettivo, spiega ad AsiaNews il direttore fratel Joseph, è “evitare la diffusione della pandemia”.

In India il bilancio dei nuovi casi è salito a 195. Tuttavia secondo gli esperti il numero sarebbe ancora troppo esiguo rispetto all’enorme popolazione indiana, che conta quasi 1,3 miliardi di abitanti. Il motivo deriva dai pochi test effettuati e da una mancata percezione del rischio. Intanto il 19 marzo il premier Narendra Modi, parlando alla nazione, ha imposto il coprifuoco di un giorno a livello nazionale per ridurre la diffusione del virus.

La “St. Catherine of Siena School for Destitute Children” di Mumbai appartiene alla Welfare Society for Destitute Children, fondata dal domenicano p. Anthony Elenjimittam nel 1957. Dall’iniziativa del sacerdote sono sorte anche la “Aquinas Industrial School”, sempre a Mumbai, e la “SatCitAnanda Mission” ad Assisi. L’obiettivo della società è raccogliere bambini emarginati ed educarli alla realizzazione di una “Cosmopolis” ideale, basata su una visione di umanità fraterna e unità.

Fratel Joseph riferisce che quest’anno la scuola ha oltre 250 alunni, mentre l’orfanotrofio accoglie 75 bambini dai 5 ai 18 anni. “La scuola – dice – è chiusa e tutta la parte amministrativa è sospesa, tranne uno staff ridotto di appena tre persone che si prendono cura dei nostri piccoli, poveri e orfani, e li tengono al sicuro”. Poi aggiunge: “Ci laviamo le mani, parliamo del virus, preghiamo per il mondo e per le madri che vivono per strada”.

Tutti i poveri accolti nell’orfanotrofio, continua, “effettuano visite mediche durante tutto l’anno, a cadenza settimanale. Abbiamo una clinica mobile che viene tutti i giovedì per i controlli. A questo si aggiunge il lavoro di un medico non cristiano, il dott. Prakash Jain, che fornisce trattamenti d’emergenza a titolo gratuito”.

I bambini “stanno seguendo una dieta salutare a base di vegetali, svolgono giochi all’interno e di sera anche all’esterno, e studiano. Gli orfani sono dei bambini benedetti. Di solito alcuni benefattori decidono di festeggiare con noi alcune loro ricorrenze importanti, come il compleanno, e offrono il pranzo e la cena ai nostri piccoli”. Infine si rivolge a queste persone di buona volontà: “Siete tutti benvenuti. Ad ogni modo, data l’attuale emergenza, continueremo ad aggiornarvi con foto e video tramite i social, così potrete evitare di venire ai nostri centri”.

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