09/06/2011, 00.00
INDONESIA

Bandung, laici cattolici, ‘prima linea’ della Chiesa per costruire pace e giustizia

di Mathias Hariyadi
Si è svolto un convegno nazionale sulla missione di laici cattolici nella società indonesiana. Il loro impegno quotidiano per creare la pace e la giustizia sociale, a fronte della sfida del radicalismo religioso. Intervista al Segretario della Commissione per l'Apostolato dei Laici.

Jakarta (AsiaNews) – I laici cattolici, speranza per la Chiesa e il Paese per costruire la pace e la giustizia sociale. Padre Guido Suprapto, segretario della Commissione per l’Apostolato dei Laici (Cal) della Conferenza Episcopale Indonesiana (Kwi), parla ad AsiaNews del ruolo e della missione dei laici cattolici nella società indonesiana.

Dal 24 al 27 maggio si è svolto a Wisma Shalom, a Bandung, un incontro nazionale organizzato dalla Cal, cui hanno partecipato almeno 125 attivisti cattolici laici di 37 diocesi dell’intera nazione, tra cui esponenti della Fondazione No Profit Bhumiksara, dell’Aptik (Associazione Università Cattolica), dell’Iska (Associazione Intellettuali Cattolici), della Wkri (Associazione Donne Cattoliche). All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, il vescovo di Tanjungselor nel Kalimantan orientale mons. Yustinus Hardjosusanto (v. foto); il vescovo di Semarang (Java centrale) mons. Johannes Pujasumarta, insieme a professionisti, intellettuali, politici, attivisti per i diritti umani.

Ping Royani, direttrice esecutiva della Fondazione Bhumiksara, ha rimarcato l’utilità di simili incontri per costituire una rete sociale tra gli operatori professionali cattolici per promuovere la missione della Chiesa, favorendo anche un reciproco coinvolgimento personale. Ella ha auspicato analoghi incontri su base regionale organizzati dalle chiese locali.

Padre Suprapto, sacerdote diocesano di Palembang, spiega ad AsiaNews che “questo incontro nazionale si svolge ogni 5 anni con la partecipazione di professionisti cattolici, attivisti, politici, intellettuali e ha il pieno sostegno della Lac, con il fine di promuovere un ruolo più dinamico e attivo dei cattolici laici. E’ un forum nel quale ognuno può condividere la sua personale esperienza su cosa significhi vivere da bravo cattolico nel quotidiano”.

AsiaNews: Cosa vi aspettate dal recente incontro nazionale?

Padre Suprapto: “Nel Paese ci sono stati molti cambiamenti radicali, pure nella situazione socio-culturale. La Chiesa dell’Indonesia, e in specie la Kwi, ha una forte attesa che i cattolici laici professionali portino avanti la loro missione cattolica attraverso la loro attività professionale e nel luogo dove operano. Ma, soprattutto, la Chiesa si aspetta che costoro siano più attivi nel campo socio-politico”.

AsiaNews: Quindi, qual’è l’obiettivo dell’incontro?

Padre Suprapto: “In breve, speriamo che nel futuro sempre più laici cattolici possano realizzare la loro fede e vivere in modo cattolico nella società. Questo implica che occorre predisporre una serie di regole e di istituzioni per sostenere questa attesa”: “Queste persone sono la ‘prima linea’ della Chiesa, messaggeri della Parola di Dio. Abbiamo una forte attesa che promuovano la pace e la giustizia sociale”.

AsiaNews: Cosa significa essere un “messaggero cattolico” nell’attuale situazione dell’Indonesia?

Padre Suprapto: “Noi abbiamo adottato la Pancasila come nostra piattaforma politica che promuove il pluralismo. Abbiamo una forte aspettativa che ogni professionista laico cattolico promuova lo stesso spirito nella società”.

Anche mons. Pujasumarta, presidente della Commissione Interreligiosa della Kwi, ha ribadito ad AsiaNews l’importanza di promuovere lo spirito dell Pancasila, compreso lo spirito di pluralismo. Nel meeting ha sollecitato i partecipanti laici cattolici a dare vitalità alla missione. Ha spiegato che negli ultimi anni il Paese ha avuto sempre maggiori problemi per il radicalismo religioso, con alcuni gruppi estremisti che stanno perseguendo un disegno generale di cambiare la Pancasila e la Costituzione del 1945, sostituendoli con una piattaforma politica basata nella sostanza sulla dottrina di una religione. “La violenza è promossa come un modo di demolire un ostacolo”. “In questa situazione noi, la Chiesa indonesiana, dobbiamo individuare ogni apertura che ci permetta di realizzare la nostra fede, promuovendo la pace, sostenendo un patriottismo utile per costruire il Paese e pure per mantenere i nostri valori nazionali chiamati Pancasila”.

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