01/08/2014, 00.00
THAILANDIA
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Bangkok, la giunta nomina un nuovo Parlamento: la metà dei membri è nell'esercito

Timori per l'aumento graduale dei poteri che i militari continuano a concedersi. Nel nuovo corpo politico, composto da 200 membri, 100 sono soldati e 10 poliziotti. La nuova costituzione ad interim dà troppo potere ai generali, e le elezioni democratiche sono state fissate per la fine del 2015.

Bangkok (AsiaNews/Agenzie) - La giunta militare che governa la Thailandia dal caos politico dei mesi scorsi ha nominato un Parlamento ad interim composto da 200 persone, per la maggior parte provenienti dalle Forze armate. Fra i nominati vi sono 100 militari di carriera e 11 membri della polizia: il resto è composto da docenti universitari, imprenditori e politici che si sono opposti all'ex leader (oggi in esilio) Thaksin Shinawatra.

Prevista per i prossimi giorni anche la nomina di un primo ministro, sempre a tempo: fra i candidati, è quasi certo che verrà scelto il comandante dell'esercito Prayuth Chan-ocha (v. foto). A lui andrà il compito di formare un governo. Il re thai Bhumibol Adulyadej, figura amata e rispettata in tutto il Paese, ha dato il suo sostegno ufficiale a queste decisioni. La giunta guida il Paese dal 22 maggio, data in cui il governo eletto e guidato da Yingluck Shinawatra (sorella di Thaksin) si è ritirato dopo mesi di proteste politiche e di scontri di piazza.

Dalla fine di maggio, la comunità internazionale ha iniziato a fare pressione sui generali affinché indicano elezioni generali democratiche. Il governo - tecnico e in carica solo per gli affari correnti - ha pubblicato all'inizio di luglio una tabella di marcia per "tornare al comando dei civili" e ha fissato le elezioni generali per la fine del 2015. Ma la società civile e gli analisti iniziano a temere una presa di posizione troppo forte da parte dell'esercito, che una settimana fa ha approvato una Costituzione temporanea che affida proprio ai militari una serie di poteri mai avuti prima.

Attesa anche per la nomina del Consiglio nazionale delle riforme, che dovrebbe aiutare la stesura di una Costituzione permanente prevista per il luglio del 205. La giunta ha dichiarato in sua difesa che il governo dei militari ha "portato stabilità alla Thailandia dopo mesi di proteste violente", ma non ha risposto alle domande dirette sulla mancanza di democrazia negli attuali processi decisionali. 

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