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    » 22/07/2014, 00.00

    BANGLADESH

    Bangladesh, 2.500 cattolici protestano per l'attacco alla chiesa di Boldipukur

    Sumon Corraya

    La dimostrazione si è svolta a Mithapukur: era presente anche mons. Sebastian Tudu, vescovo della diocesi di Dinajpur dove è avvenuta la violenza. A Dhaka altri 600 cattolici formano una catena umana per manifestare contro l'aggressione. Leader cristiano: "Anche noi siamo membri di questa nazione".

    Dhaka (AsiaNews) - Circa 2.500 cattolici, incluso il vescovo di Dinajpur Sebastian Tudu e più di 100 tra sacerdoti e suore, hanno protestato ieri per l'attacco contro la chiesa cattolica di Boldipukur, avvenuto il 6 luglio scorso. La manifestazione si è svolta di fronte all'ufficio dell'upazila (sotto-distretto) di Mithapukur, nel distretto di Rongpur. È la prima volta che un vescovo in Bangladesh prende parte a una dimostrazione.

    Ad AsiaNews mons. Tudu, vescovo della diocesi in cui è avvenuto l'attacco, spiega il motivo del raduno: "Vogliamo un'indagine appropriata e una punizione esemplare per chi ha colpito sacerdoti e suore. Credo che questo tipo di aggressione sia un attacco che colpisce i sentimenti religiosi".

    Sempre ieri a Dhaka circa 600 cattolici - inclusi 30 tra sacerdoti e suore - hanno formato una catena umana per dimostrare contro l'attacco di Boldipukur. La manifestazione è stata organizzata dalla Commissione episcopale per la giustizia e la pace e dalla Bangladesh Christian Association (Bca), davanti al National Press Club.

    "Noi cristiani siamo pacifici - ha dichiarato p. Albert Rozario, segretario della Commissione episcopale -, non vogliamo alcun conflitto. Vogliamo solo pace e armonia religiosa, ma spesso diventiamo vittime". Il sacerdote, che è anche parroco di Tejgaon, porta l'esempio degli espropri terrieri compiuti dai settlers bengalesi ai danni dei tribali.

    "Anche noi - ha sottolineato Nirmol Rozario, segretario generale della Bca - siamo membri di questa nazione. I cristiani hanno combattuto per l'indipendenza del Paese. Vogliamo pace e giustizia. Vogliamo sicurezza per i sacerdoti e le suore della nostra Chiesa".

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