03/12/2005, 00.00
BANGLADESH
Invia ad un amico

Bangladesh, sistema giudiziario nel mirino dei militanti islamici

Ieri l'ultimo di una serie di attentati dinamitardi contro un tribunale, mentre era in corso una protesta degli avvocati nel Paese; il gruppo Jamaat-ul-Mujahideen vuole instaurare la legge islamica nel Paese e minaccia di colpire anche le Ong straniere. Il governo non agisce e avanza l'ipotesi del "complotto internazionale".

Dhaka (AsiaNews) - La polizia del Bangladesh ha arrestato più di 15 sospetti in connessione all'ultimo di una serie di attentati dinamitardi, che ieri ha colpito Gazipur. L'esplosione, avvenuta davanti a un edificio che ospita la sede di un tribunale, ha causato 1 morto e 29 feriti. Per la città, situata a nord della capitale Dakha, si e' trattato del secondo attacco questa settimana, dopo quello di martedì, che aveva fatto 7 morti.

Secondo la polizia, gli attentati sono da attribuire all'organizzazione islamica Jamaat-ul-Mujahideen (JuM), messa al bando dalle autorità e che mira a introdurre la legge islamica in Bangladesh, a maggioranza musulmana, regolato da una legislazione secolare. Addosso a uno dei sospetti attentatori, ferito e arrestato, sono stati trovati volantini della JuM; il nome del giovane è Abdur Razzak, 25 anni. Al momento sono 17 gli uomini in mano alle forze dell'oridine, catturati in 6 diversi distretti. Per l'attentato di martedì scorso, invece, la polizia ha compiuto 50 arresti.

Sono ormai settimane che la Jmb ha preso di mira in modo sistematico giudici, avvocati e poliziotti. Ieri scuole e uffici sono rimasti chiusi in risposta allo sciopero indetto dagli avvocati del Paese che chiedevano maggiore sicurezza.

Il governo, criticato dall'opposizione per la sua "complicità" con i militanti islamici, risponde ai recenti attentati con la teoria del complotto internazionale. Il premier Khaleda Zia, ha dichiarato ieri che "il terrorismo delle bombe fa parte di una cospirazione contro il Paese per fermare il suo sviluppo e privarlo di amicizie".

Dal 17 agosto scorso, quando sono esplose 500 eplosioni simultanee in tutto il Paese, il Bangladesh è teatro di periodici attentati da parte di militanti islamici.

La JuB sembra avere come target principale il sistema giudiziario, ma esperti ritengono che il campo degli obiettivi possa ampliarsi e includere anche le Organizzazioni non governative. Sul luogo di un'esplosione avvenuta il 2 ottobre è stato rinvenuto un documneto chiamato "Invito allo jihad islamico". Questo conteneva incitazioni a funzionari governativi, polizia, giudici e Ong affinché applicassero la legge islamica. Volantini trovati sui luoghi di alcune delle bombe di agosto, inoltre, chiedevano l'espulsione di Ong straniere, "impegnate in attività anti-islamiche nei Paesi musulmani".

Tra le ultime minacce della Jum quella di spargere sangue sulle imminenti celebrazioni del "Martyred Intellectuals Day" - il 14 dicembre, ricordo degli intellettuali uccisi dai pakistani nel 1971 durante la guerra di indipendenza - e del "Victory Day" il 16 dicembre, che segna la liberazione dal Pakistan.

Invia ad un amico
Visualizza per la stampa
CLOSE X
Vedi anche
Ue: grave preoccupazione per i diritti umani in Pakistan
18/10/2017 08:58
Islamabad, torture ad una domestica di 10 anni: condannati (e rilasciati) i padroni
21/04/2018 08:53
Mumbai, Arun Ferreira, attivista per i dalit, cacciato da un'università
13/02/2015
Attivista indiano: Le parole del Papa su ergastolo e pena di morte, stimolo per una riforma
24/10/2014
Pechino, la Corte Suprema del Popolo: Basta con l'uso della tortura
22/11/2013