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    » 27/06/2012, 00.00

    INDONESIA – AUSTRALIA

    Battello con 150 profughi naufraga al largo dell’isola di Natale



    Gli occupanti erano diretti verso le coste dell’Australia, in una rotta molto battuta dai trafficanti di vite umane. La scorsa settimana era affondata un’altra imbarcazione con 200 rifugiati, oltre 90 le vittime. Canberra chiede accordi per arginare il fenomeno. I richiedenti asilo provengono da zone povere o teatro di guerra come Iraq, Afghanistan e Sri Lanka.

    Jakarta (AsiaNews/Agenzie) - Una barca contenente almeno 150 profughi diretti verso l'Australia si è rovesciata a nord dell'isola di Natale, a una settimana di distanza da un incidente analogo che ha causato l'affondamento di un battello sempre nella stessa zona. L'Autorità australiana per la sicurezza in mare (Amsa) riferisce che nella prima mattinata di oggi l'imbarcazione ha lanciato una richiesta di aiuto; all'appello hanno risposto due mercantili che navigavano nelle vicinanze, avviando le operazioni di recupero delle persone cadute in acqua, la cui nazionalità è ancora incerta. Anche due navi della marina di Canberra e un aereo da ricognizione si sono diretti nell'area teatro del rovesciamento per contribuire alle operazioni di soccorso.

    Le acque che separano l'Indonesia dall'isola di Natale sono una rotta assai battuta da profughi e richiedenti asilo politico, che transitano attraverso l'Indonesia e con l'aiuto di trafficanti privi di scrupoli cercano di arrivare con ogni mezzo in Australia. Il continente è una meta ambita per persone comuni, perseguitati, prigionieri politici in fuga da aree povere o teatro di guerra come Afghanistan, Iraq o Sri Lanka fra gli altri. Le barche utilizzate per il trasporto sono però inadeguate, sovraffollate e in condizioni pessime tanto da metterne a rischio la navigazione. Nel dicembre 2010 a largo dell'isola sono morte 50 persone nell'affondamento del loro battello.

    Secondo quanto riferisce l'Amsa, vi sarebbero dei sopravvissuti all'affondamento del battello ma non specifica il loro numero; le condizioni nella zona sono "buone, ma non ideali" per prestare soccorso. Sulla vicenda è intervenuta anche la premier australiana Julia Jillard che parla di un numero variabile di profughi a bordo: "vi sono buone ragioni per credere che - spiega il Primo Ministro - ci sono fra le 123 e le 133 persone" e aggiunge che secondo "le migliori previsioni 123 sono state recuperate". Il numero impreciso di occupanti, conclude la Jillard, significa che non è possibile capire se e quanti sono al momento i dispersi.

    La scorsa settimana 110 persone sono state soccorse nella stessa zona, in seguito all'affondamento di una nave carica di profughi con oltre 200 persone a bordo, in maggioranza rifugiati afghani. Le vittime sono più di 90, ma i soccorritori hanno potuto recuperare solo 17 corpi. Il dramma degli affondamenti e i tentativi di sbarco sono causa di un profondo scontro politico a Canberra fra maggioranza labourista e opposizione liberal. L'esecutivo ha inoltre rilanciato la richiesta di un accordo di massima con la Malaysia per arginare il fenomeno e contenere l'emergenza.

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