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    » 21/06/2012, 00.00

    PAKISTAN

    Bibbie in regalo a leader islamici, per costruire ponti di pace in Pakistan

    Joseph Laldin

    È l’iniziativa lanciata dal direttore di un movimento cristiano. Al seminario hanno partecipato 40 personalità cristiani, musulmani e indù. Studioso islamico ringrazia e aggiunge: cristiani cittadini che “amano il Paese” e impegnati nei settori della “sanità e istruzione”. Leader musulmano: gesti e parole di Gesù fonte di “ispirazione”.

    Multan (AsiaNews) - Partecipare a un seminario sul "Concetto di Dio nel cristianesimo", ricevere in dono una Bibbia, conoscere più fondo le tradizioni della minoranza religiosa e promuovere - nel concreto - "ponti di pace" fra le due comunità in Pakistan. È con questo spirito che oltre 40 persone, fra cui diverse personalità islamiche, hanno aderito alla tre giorni di seminario che si è tenuta nei giorni scorsi a Multan, nel Punjab. L'iniziativa è partita da Asher William, cristiano e direttore di Pakistan Outreach, un'organizzazione impegnata nel dialogo fra fedi diverse, nella miglioramento dell'armonia sociale e nell'opera di testimonianza del Vangelo. "Una giornata meravigliosa, storica", che ha rappresentato "una pietra miliare nella mia vita": così, nel colloquio con AsiaNews, l'uomo definisce il momento in cui "ho consegnato 15 copie della Bibbia a leader musulmani e altri fedeli", talmente carico di significati da non riuscire "a spiegarlo con le parole".

    "Ringrazio Dio per la straordinaria benedizione" afferma il direttore di Pakistan Outreach, ripensando alla tre giorni, dal 13 al 15 giugno, trascorsa a Multan in occasione del seminario "Promuovere la pace e l'armonia sociale" cui hanno aderito cristiani, musulmani e indù. Egli confida il desiderio di "costruire ponti fra comunità" e di contribuire alla nascita di una società "basata sull'uguaglianza, la non-violenza e libera da discriminazioni".

    Fra i delegati musulmani che hanno preso parte all'evento e ricevuto copia della Bibbia (nella foto), vi sono due personalità di primo piano: Al-Haaj Tahir Abas Naqvi e Ejaz Mehmood. Il primo, insignito del titolo di Al-Haaj per aver compiuto due volte il pellegrinaggio alla Mecca e per il grado di "sapienza" negli studi islamici, ha sottolineato che "tenere fra le mani la Santa Bibbia è un'esperienza meravigliosa e un giorno da ricordare". Naqvi promette che "la leggerò sicuramente e chiederò benedizioni per la mia famiglia". Egli ammette che, in passato, aveva alcune concezioni sbagliate sui cristiani in Pakistan. "Pensavo fossero contro l'islam e contro il Paese" commenta ad AsiaNews, ma "ho incontrato persone amichevoli, amabili e cittadini impegnati" in particolare nei settori della "sanità e istruzione".

    Gli fa eco Ejaz Mehmood, esperto di legge islamica, che invita "le due principali comunità" in Pakistan, musulmani e cristiani, a "vivere assieme in pace". Egli biasima il governo per l'introduzione di norme e leggi che definisce discriminatori contro le minoranze religiose, alla base di molti dei problemi che si registrano oggi nella società. L'apprendimento del "Concetto di Dio nel cristianesimo", oggetto del seminario, ha rappresentato per Mehmood un'esperienza significativa anche per le "analogie" fra la Bibbia e il Corano. L'incontro è anche servito a cambiare la percezione sui cristiani e a "trarre ispirazione dagli insegnamenti e dai gesti di Gesù".

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