25/05/2019, 12.08
COREA DEL SUD
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Biomedicina, Seoul vuole diventare una potenza globale entro il 2030

È una branca della scienza medica che applica principi della biologia e delle scienze naturali alla pratica clinica. Il governo: “Porterà crescita economica, nuovi posti di lavori e migliore assistenza sanitaria”. Seoul spenderà circa 3,34 miliardi di dollari Usa entro il 2025 per promuoverne lo sviluppo.

Seoul (AsiaNews/Agenzie) – La Corea del Sud ha individuato una serie di misure per promuovere l'industria biosanitaria, con l'obiettivo di diventare una potenza globale nel settore entro il 2030. La biomedicina è una branca della scienza medica che applica principi della biologia e delle scienze naturali alla pratica clinica. Tre giorni fa, il presidente Moon Jae-in (foto) ha illustrato il progetto della sua amministrazione in una conferenza a Cheongju, nella provincia settentrionale di Chungcheong.

In una nota, il governo afferma che “il settore biosanitario non solo porterà alla crescita economica e alla creazione di nuovi posti di lavoro, ma anche ad un miglioramento dell'assistenza sanitaria pubblica”. “Il nostro obiettivo è quello di creare un ecosistema che copra tutte le fasi del processo: dalla ricerca, all’approvazione, passando per la produzione e fino al rilascio dei prodotti”, si legge nel comunicato.

L'industria biosanitaria copre beni farmaceutici e strumenti medici, nonché servizi sanitari. Nell'ambito del piano, il governo spenderà circa 4mila miliardi di won (3,34 miliardi di dollari Usa) entro il 2025, per promuoverne lo sviluppo. Il bilancio stanziato segna un forte aumento rispetto a quello di 2,6 trilioni di won assegnato per il 2017. Secondo Seoul, le massicce misure di sostegno aiuteranno il Paese a migliorare conoscenze e tecnologie per trattamenti di prossima generazione, come terapie mirate ad alcuni tipi di cancro con effetti collaterali minimi sui pazienti.

Al fine di sviluppare il settore biomedico verranno applicate soluzioni per la raccolta analitica dei dati: il governo intende raccogliere informazioni su circa 20mila pazienti fino al 2021, con l'obiettivo di portare la cifra ad un milione entro il 2029. Un database di informazioni sui pazienti, compresi i geni, può aiutare a trovare una cura – soprattutto per coloro che soffrono di disturbi genetici –, utilizzando e confrontando i campioni su larga scala.

Con le nuove misure, il governo del presidente Moon punta a creare circa 300mila nuovi posti di lavoro; spera anche che il settore bio-sanitario possa aiutare la Corea del Sud a fronteggiare l'impennata della domanda di servizi medici, dovuta all'invecchiamento della popolazione. Quella sudcoreana è diventata una “società invecchiata” nel 2017, quando la percentuale di persone con più di 65 anni ha raggiunto il 14% dei circa 50 milioni di abitanti.

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