23/09/2013, 00.00
CINA
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Bo Xilai condannato all'ergastolo per corruzione. Lo aspetta una prigione comoda come un hotel a '5 stelle'

L'ex leader di Chongqing ha accolto la sentenza urlando "Ingiusto". Il suo processo, indicato dal Partito come "esempio dell'impegno anti-corruzione", si è chiuso con la pena più pesante mai inflitta a un alto dirigente comunista. Sconterà la pena nella prigione Qincheng: celle comode e spaziose, chef di prima qualità, padiglioni e prati curati.

Jinan (AsiaNews) - La Corte intermedia del popolo dello Shandong ha condannato all'ergastolo Bo Xilai, ex potentissimo leader del Partito di Chongqing. Il politico ha accolto la sentenza urlando "ingiusto, ingiusto" ma ha comunque il diritto di presentare appello. In caso di imprigionamento, comunque, la sua detenzione si svolgerà in una prigione che "somiglia a un hotel a cinque stelle". La sua è la condanna più pesante inflitta a un membro - in carica o decaduto - del Politburo dai tempi della vedova di Mao Zedong, condannata a morte nel 1981 (la pena venne poi commutata in ergastolo).

Il giudice che ha letto la sentenza ha sottolineato che Bo "ha danneggiato gli interessi nazionali e quelli del popolo, usando in maniera scorretta la sua posizione per ottenere tangenti per un totale di 20 milioni di yuan [circa 2,7 milioni di euro]". Inoltre la corte ha rigettato le dichiarazioni dell'imputato, che ha accusato gli inquirenti di averlo torturato per ottenere una confessione. Bo è caduto in disgrazia lo scorso anno a causa di uno scandalo - secondo molti orchestrato dai suoi oppositori politici - che ha visto coinvolti il suo braccio destro e sua moglie, poi condannata a sua volta per l'omicidio del faccendiere britannico Neil Heywood.

Il processo è stato accolto con molta attenzione in Cina e nel mondo. Il Partito comunista, sotto la guida della leadership di Xi Jinping, lo ha indicato come un esempio del proprio impegno contro la corruzione dei quadri dirigenti nazionali; tuttavia, lo stesso governo impegnato contro le tangenti ha arrestato attivisti e dissidenti (Xu Zhiyong su tutti) che chiedono ai funzionari pubblici di rendere noti i propri interessi economici e commerciali. Secondo il grande analista Willy Lam, il procedimento contro Bo è una farsa che evidenzia la "sete di potere" del presidente Xi.

Dopo aver ascoltato la sentenza, l'ex segretario di Chongqing (64 anni) è stato portato via a forza dalle guardie del tribunale. Mentre veniva trascinato via ha urlato: "La decisione non è basata sui fatti, la corte è stata ingiusta e non mi ha dato modo di difendermi". Secondo il diritto penale, la sua pena all'ergastolo potrà essere commutata nel giro di 2 anni a una sentenza più lieve: 15 o 20 anni di galera. In ogni caso, Bo non avrà modo di tornare sulla scena politica in tempo per il Congresso comunista del 2022, quando Xi Jinping si ritirerà.

Il suo destino non sembra comunque troppo crudele. La pena sarà infatti scontata nel carcere Qincheng, nelle colline a nord di Pechino, dove sono stati rinchiusi tutti i leader comunisti caduti in disgrazia. Fra questi anche il noto dissidente Bao Tong, segretario e amico di Zhao Ziyang, che ricorda i suoi 7 anni di detenzione nello stesso luogo: "Sembra un albergo a cinque stelle. Ogni cella è larga e confortevole, con un letto morbido, un divano, una scrivania e un bagno privato". Dai Qing, figlia di un ex comandante dell'Esercito di liberazione popolare, aggiunge: "Quando vidi la prima volta la cella rimasi piacevolmente sorpresa".

I prigionieri del Qincheng possono scegliere i propri vestiti, bere latte al mattino e mangiare da una selezione di pasti che prevede zuppe e carne. Alcuni dei cuochi del carcere lavoravano in prestigiosi hotel della capitale. Inoltre il carcere è stato rinnovato proprio lo scorso anno: un muro di cinta è stato eliminato per fare spazio a padiglioni, alberi e prati curati. La media delle prigioni cinesi, secondo coloro che ne sono usciti, assomiglia invece a un inferno fatto di sporcizia, sovrappopolazione e violenza.

 

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