05/02/2020, 15.31
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Bogor, cattolica prosciolta dalle accuse di blasfemia perché schizofrenica

In preda ad un delirio, Suzethe Margareth si era introdotta nella moschea Al-Munawaroh con il cane e senza rimuovere le scarpe. Era convinta che il marito si stesse sposando con un’altra donna. L’accusa chiedeva otto mesi di prigione. Per i giudici, l’imputata ha commesso un atto offensivo, ma non può esserne ritenuta responsabile.

Jakarta (AsiaNews/Agenzie) – La Corte distrettuale di Cibinong, nella reggenza di Bogor (provincia di Central Java) proscioglie dalle accuse di blasfemia una donna cattolica affetta da schizofrenia. Il 31 maggio scorso a Sentul City, la 53enne Suzethe Margareth (foto) si era introdotta nella moschea Al-Munawaroh con il suo cane e senza rimuovere le scarpe. Il video dell’accaduto era diventato virale sui social media e aveva suscitato grandi polemiche, spingendo le massime autorità islamiche ad intervenire per evitare tensioni religiose.

L’accusa chiedeva che la signora Suzethe fosse condannata a otto mesi di prigione, secondo l’art. 156a del Codice penale sulla blasfemia. Questo pomeriggio – dopo un processo durato quasi cinque mesi – i giudici hanno stabilito che la donna ha commesso un atto offensivo verso l’islam, ma non può esserne ritenuta responsabile per via del suo stato di salute. Alfonsus Atu Kota, avvocato difensore dell’imputata, racconta che sin dalla prima udienza tutti i soggetti coinvolti, inclusi i pubblici ministeri e gli investigatori, erano a conoscenza delle condizioni mentali della sua assistita. “Dai suoi gesti, dal modo in cui parla, tutti possiamo vedere che sta soffrendo”, afferma. “Tuttavia, il caso è finito in tribunale perché vi era pressione da parte di alcuni gruppi”.

Secondo esami psichiatrici condotti nel 2013, la Suzethe soffre di schizofrenia paranoide. Circa sette mesi fa, in preda ad un delirio, aveva fatto irruzione nella moschea convinta che suo marito stesse sposando un'altra donna. Il filmato diffuso su internet la ritrae mentre si dichiara cattolica e accusa i presenti di aver convertito il marito all’islam. I fedeli le dicono di non essere a conoscenza di alcun matrimonio e la donna colpisce con un calcio un addetto alla sicurezza che le chiedeva di uscire dall’edificio. L’episodio ha scatenato le ire di molti musulmani, la cui religione considera i cani impuri e non ammette calzature all'interno delle moschee.

Al momento, i pubblici ministeri non sono ancora ricorsi in appello contro il verdetto della Corte distrettuale di Cibinong, che concede alla famiglia della Suzethe tempo per concentrarsi sulla sua salute. Con controlli mensili, la donna è ancora sottoposta a cure ambulatoriali presso l'ospedale Marzoeki Mahdi e assume medicinali che la aiutano a gestire la schizofrenia.

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