23/03/2021, 08.57
TAIWAN-CINA
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Boom dell’export taiwanese: merito anche di Pechino

Vendite all’estero cresciute per il 12° mese consecutivo: in febbraio un aumento del 48,5%. Esportazioni trainate dalle richieste di prodotti hi-tech, soprattutto da Cina e Stati Uniti. Taipei vuole riaprire i confini ai cittadini della "madrepatria". La tensione rimane alta con i cinesi.

Taipei (AsiaNews/Agenzie) – Gli acquisti dalla Cina spingono in alto le esportazioni taiwanesi, in crescita per il 12° mese consecutivo nonostante la pandemia da coronavirus e i rapporti tesi con Pechino, il suo principale partner commerciale.

Secondo dati del ministero dell’Economia, in febbraio l’export di Taiwan ha raggiunto i 42,6 miliardi di dollari: un aumento annuo del 48,5%. Le vendite all’estero sono state trainate dalle richieste per i beni hi-tech, di cui il Paese è un grande produttore. Dalla Cina e da Hong Kong sono arrivati ordini per 10,9 miliardi di dollari (+48,6% rispetto all’anno scorso), un ammontare superato solo dalle esportazioni verso gli Stati Uniti, che hanno toccato i 12,2 miliardi di dollari.

Per il primo trimestre del 2021, il ministero prevede una crescita dell’export nazionale tra il 43,7 e il 45,1%: un nuovo record. Taiwan è tra i Paesi che hanno affrontato meglio l’emergenza sanitaria mondiale. Fra le economie avanzate, quella taiwanese è risultata la migliore in assoluto. Secondo l’Ufficio nazionale di statistica, lo scorso anno il Pil di Taipei è cresciuto del 2,98%: meglio dell’economia cinese, che si è fermata al 2,3% (primo sorpasso in 30 anni).

In un ulteriore sforzo di riapertura, il governo di Tsai Ing-wen ha detto ieri di essere pronto a ripristinare i viaggi tra l’isola e la Cina, interrotti nel febbraio 2020 per contenere la diffusione del Covid-19, apparso per la prima volta a Wuhan (Hubei). Le autorità taiwanesi chiedono però reciprocità di trattamento da quelle cinesi: in agosto Taipei ha già aperto i confini agli studenti cinesi; dalla scorsa settimana è permesso l’ingresso anche ai cittadini cinesi che viaggiano per affari.

Pechino continua invece a vietare l’entrata nel Paese ai viaggiatori taiwanesi. Il regime del Partito comunista cinese considera Taiwan una provincia “ribelle”, da riconquistare anche con la forza se necessario. La pandemia non ha attenuato le tensioni tra le due sponde dello Stretto di Taiwan. Negli ultimi mesi sono aumentate le incursioni aree cinesi nei cieli dell’isola, che in risposta ha accelerato il proprio programma di riarmo (con il sostegno degli Usa).

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