08/10/2019, 14.29
VIETNAM
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Buddisti Hoa Hao pestati dalla polizia: si oppongono alla demolizione del tempio

Appartengono ad una setta che non segue il ramo ufficiale della religione. Funzionari della provincia di An Giang hanno ordinato l’abbattimento della loro pagoda. Tra le persone aggredite vi è anziano abate.

Hanoi (AsiaNews) – Membri di una setta non autorizzata del buddismo Hoa Hao denunciano di aver subito ieri un pestaggio da parte di poliziotti in borghese. Il gruppo era in viaggio per protestare contro i piani delle autorità della provincia di An Giang, nel sud del Vietnam, di demolire il tempio di Quang Minh Tự (distretto di Chợ Mới, foto 1). Tra le persone aggredite vi è l'abate, il 79enne Võ Văn Thanh Liêm (foto 1). Il monaco riferisce che funzionari locali hanno ordinato la distruzione dell’edificio e la sua sostituzione con una nuova struttura.

Il religioso racconta a Rfa che, il 5 e 6 ottobre scorsi, la polizia sorvegliava l'ingresso del tempio negando l’ingresso ai visitatori. “Quando siamo arrivati al traghetto Thuan Giang – dichiara l’abate –, circa 40-50 persone ci hanno fermati ed hanno picchiato quattro fedeli, tra cui mio nipote”. Liêm aggiunge: “Stavano per attaccare anche me, quindi mi sono versato addosso la benzina e ho minacciato di darmi fuoco. Mi sono anche tagliato il collo per costringerli a lasciare la zona”. Il monaco spiega che il tempio di Quang Minh Tự è stato restaurato circa 80 anni fa ed è ancora in buono stato. Ma il Comitato della Chiesa Hoa Hao – sostenuto dal governo di Hanoi – vuole demolirlo. Prima di ieri 7 ottobre, le autorità hanno già tentato di abbattere l’edificio circa un mese fa, ma anche allora i leader della setta sono riusciti ad impedirlo.

In passato, l’abate ha trascorso sei anni in prigione e tre in libertà vigilata per aver manifestato in favore della libertà religiosa in Vietnam. I buddisti Hoa Hao nella provincia di An Giang non obbediscono al Comitato della Chiesa Hoa Hao. La setta ha circa due milioni di seguaci in tutto il Paese, ma le autorità impongono severi controlli sui gruppi dissidenti che non seguono il ramo ufficiale. I gruppi per i diritti umani sostengono che le autorità di An Giang sono solite perseguitare i seguaci dei gruppi non approvati, proibendo la lettura pubblica degli scritti del fondatore della setta e scoraggiando i fedeli dal visitare le pagode.

Le autorità comuniste sono diffidenti nei confronti delle religioni organizzate e nel 2017 scorso hanno approvato una legge che richiede alle varie confessioni di registrarsi. Per ogni attività religiosa è necessario il permesso dello Stato e riferire su tutte le attività.

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