15/12/2006, 00.00
NEPAL
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C’è un massacro silenzioso di bambini e di madri

di Prakash Dubey
Secondo un rapporto della Croce Rossa, nel Paese ogni anno muoiono per malattia e disastri tre volte più bambini e madri delle vittime di 10 anni di rivolta maoista. Comunità internazionale e organizzazioni umanitarie hanno dimenticato questo massacro per dare attenzione alla guerriglia maoista.

Kathmandu (AsiaNews) – C’è sgomento tra gli attivisti per i diritti umani in Nepal dopo che ieri un rapporto della Federazione internazionale della Croce Rossa ha rivelato che il Paese non ha adeguati aiuti e sostegno per combattere la mortalità infantile e delle madri e per i disastri naturali.

Jonathan Walter, autore del rapporto, evidenzia che per anni l’attenzione internazionale e i media mondiali si sono concentrati sui 13mila morti causati in 10 anni dalla ribellione maoista, ma hanno trascurato la morte ogni anno di oltre 30mila neonati e 5mila madri nel Paese e i modi per impedirlo. Walter osserva che “le donne morte nel periodo sono 25 volte di più dei caduti nel conflitto” e sottolinea che in questi anni si è aggravata la profonda miseria di gran parte della popolazione.

Markku Niskala, segretario generale della Croce Rossa, ha osservato “che per molta gente la vita quotidiana già contiene il seme della crisi. Trascurare la loro vulnerabilità oggi significa accrescere il pericolo di un futuro disastro”. Secondo il rapporto, almeno il 10% degli aiuti deve essere destinato ad aiutare la popolazione ad affrontare la vita di tutti i giorni e rendere meno incerto il domani. Il documento sostiene poi che la scarsa attenzione al problema “può anche essere prova della limitata capacità a rispondere da parte del sistema mondiale di aiuti umanitari”, come pure può dipendere da ragioni politiche.

Norbert Rai, nepalese cristiano e attivista sociale, dice ad AsiaNews che “causa sgomento sapere che ogni anno tante madri e bambini muoiono per complicazioni da parto nel Paese, mentre lo abbiamo sempre ignorato. I media, sia nazionali che esteri, ci hanno distratto da questo triste scenario e resi attenti soprattutto agli scontri e ai disordini per la ribellione maoista”. “E’ ironico – prosegue – che anche negli ultimi sei mesi, in cui c’è stato l’armistizio tra governo e maoisti e gli scontri e i morti sono molto diminuiti, i media hanno proseguito a dimenticare l’alta mortalità di madri e bambini, nonostante i tanti morti ogni giorno. Anche le organizzazioni umanitarie internazionali sono state più attente alla guerriglia maoista che ai gravi problemi e carenze della sanità che uccidono centinaia di donne e bambini ogni giorno”.

Critico anche il monaco buddista Bhante Dharamanand: “non bisogna - dice ad AsiaNews - criticare solo i media. Anche adesso ognuno di noi è più attento alle violenze e agli scontri tra maoisti ed esercito. Siamo stati molto preoccupati per bombe e armi da fuoco, mentre il vero nemico è la nostra mancanza di sensibilità alla morte in silenzio, per povertà e malattie e disastri naturali, delle persone più misere nelle remote aree rurali del Paese. Ora il rapporto ci ha aperto un occhio. Ma dubito che li aprirà ai nostri leader politici e sociali”.

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