12/06/2014, 00.00
BRASILE - ASIA
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Calcio, Brasile 2014: per Asia e Medio oriente poche speranze di successo “mondiale”

La Corea del Sud punta a confermarsi quale nazionale leader del continente. “Zac Japan” si potrà consolare con le jacuzzi in camera. Per i calciatori iraniani, a corto di soldi, proibito lo scambio di magliette a fine partita. La Russia si affida a mister, sarto e cucina italiana per migliorare le prestazioni. Sempre più a rischio Qatar 2022. In Thailandia la giunta impone la diffusione gratuita delle partite.

San Paolo (AsiaNews) - Con la partita inaugurale fra i padroni di casa del Brasile e la Croazia, prende il via oggi la 20ma Edizione della Coppa del mondo Fifa, in programma - per la seconda volta nella storia - nel Paese sudamericano dal 12 giugno al 13 luglio. Il continente può così festeggiare il ritorno della massima rassegna calcistica dopo il mondiale in Argentina del 1978, e celebrare la quinta edizione di sempre in America Latina. A contendere la vittoria finale ai Verdeoro saranno 31 squadre, provenienti da cinque diverse Confederazioni internazionali: 64 le partite in calendario.

Uno spettacolo che cattura l'attenzione degli sportivi di tutto il mondo, nelle roccaforti storiche del pallone come l'Europa e in realtà nuove ed emergenti, in Asia. Per questo la giunta thai, protagonista di recente di un colpo di Stato, ha imposto all'emittente tv che ha acquisito i diritti (per 21 milioni di dollari) la trasmissione a titolo gratuito di tutti i match. È questo uno dei "punti fermi" della cosiddetta "campagna della felicità" lanciata nei giorni scorsi dai militari. Imponenti i controlli e le misure antiterrorismo, che prevedono anche l'uso di droni di fabbricazione israeliana; il Brasile, con più di 10mila chilometri di frontiera da monitorare, è uno dei clienti più importanti di Tel Aviv nel settore delle tecnologie legate alla sicurezza.

Sotto il profilo calcistico, a difendere colori e onori di Asia e Medio oriente saranno le nazionali di Giappone, Corea del Sud e Iran, assieme alla Russia che, tuttavia, appartiene alla Confederazione europa (Uefa). La nazionale del Sol Levante è inserita nel gruppo C, opposta a Colombia, Grecia e Costa d'Avorio; discrete le possibilità di passare alla fase finale della rassegna per il team allenato dall'italiano Alberto Zaccheroni. Corea del Sud e Russia (anche qui un italiano in panchina, Fabio Capello) si troveranno di fronte nel gruppo H, un girone di ferro che vede inserite anche Algeria e Belgio. Infine l'Iran, nel gruppo F con l'Argentina di Lionel Messi, Nigeria e Bosnia-Herzegovina. 

Fra le finaliste del torneo, in prima fila per partecipazioni e risultati vi è la Corea del Sud, all'ottavo mondiale consecutivo (nove in totale). Dal 1960 a oggi la nazionale dei "Rossi", come viene soprannominata, si è affermata come la compagine più vincente e rappresentativa del continente asiatico. È l'unica ad aver raggiunto la semifinale del torneo (Corea-Giappone 2002).  

Anche il Giappone è uno dei team più competitivi di tutta l'Asia, essendosi qualificato alle ultime cinque edizioni della Coppa del mondo, con discreti risultati nel 2002 e nel 2010. Non avendo un vero e proprio soprannome, la compagine mutua spesso il nome del proprio mister; oggi l'espressione che va per la maggiore è "Zac Japan" (diminutivo del cognome Zaccheroni). Tra le curiosità dei Samurai Blu, la richiesta di una jacuzzi per ogni stanza nella sede del ritiro. 

A rappresentare il Medio oriente vi è l'Iran, compagine dai molti volti e soprannomi, il più usato dei quali è "Team Melli" che, a livello letterale, significa "la squadra nazionale". Ha suscitato clamore fra le gerarchie governative la decisione del mister portoghese Carlos Queiroz di assumere un vice statunitense, il "Grande Satana" per Teheran; tuttavia, una fase di qualificazione ottimale e alcuni gesti pubblici di scherno verso la Corea del Sud, storico rivale, lo hanno reso una figura assai popolare. Pare che la mancanza di fondi da destinare alla spedizione in Brasile abbia spinto le massime autorità calcistiche a vietare la pratica dello scambio della maglietta, a fine match. 

Chi non avrà certo problemi economici è la nazionale della Russia, che ha già partecipato a sette campionati del mondo sotto la bandiera sovietica e altri due con quella attuale, frutto della disgregazione delle ex Repubbliche socialiste. Il team allenato dall'italiano Fabio Capello - dal Belpaese arrivano anche lo stilista (Versace) e i responsabili della cucina, con menù tricolore a base di pasta, mozzarella e prosciutto crudo - è l'unico sicuro già sin d'ora di partecipare alla prossima edizione, nel 2018, che si terrà proprio in Russia. 

Se lo sguardo di tifosi e amanti de gioco di tutto il pianeta è rivolto al match inaugurale, nelle stanze della Fifa (la Federazione internazionale) si gioca una partita più delicata e complicata, che segnerà il futuro delle prossime competizioni. Pare infatti sempre più in bilico l'assegnazione al Qatar dell'edizione 2022 dei Campionati, a causa di uno scandalo sportivo e finanziario legato a mazzette e tangenti. Potrebbe così saltare la prima volta in terra mediorientale, anche se i vertici della Fifa - più attenti al denaro e agli affari, che all'etica e all'etichetta - non sembrano propensi a rimettere in discussione la scelta. 

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