25/06/2015, 00.00
INDIA
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Calcutta: politici e “i più poveri tra i poveri” insieme, per l’ultimo saluto a suor Nirmala

Oltre 3mila persone da ogni parte del mondo erano presenti ai funerali della religiosa, prima superiora delle Missionarie della Carità dopo Madre Teresa. Un ospite della casa per malati e moribondi: “Non piango, perché ha vissuto una vita piena e ha fatto la sua parte per il bene dell’umanità”.

Calcutta (AsiaNews/Agenzie) – Più di 3mila persone da tutto il mondo e di ogni estrazione sociale hanno partecipato ieri ai funerali di suor Nirmala Joshi, prima superiora generale delle Missionarie della Carità dopo la beata Madre Teresa. La morte della religiosa, sopraggiunta il 23 giugno scorso, ha riunito nella casa madre di Calcutta politici e leader religiosi, funzionari di governo e “i più poveri tra i poveri”, primi destinatari della missione delle suore di Madre Teresa.

La cerimonia è stata presieduta dal card. Telesphore Toppo, arcivescovo di Ranchi (Jharkhand), insieme a mons. Albert D’Souza, arcivescovo di Calcutta, e a mons. Salvadore Lobo, vescovo di Baruipur. Durata due ore, la messa è stata accompagnata da inni e preghiere, intonati dalle Missionarie della Carità. Alle 19 (ora locale) la salma è stata tumulata nel cimitero adiacente alla cappella.

L’83enne B. Collins, accompagnato da una suora per dare un ultimo saluto a suor Nirmala, racconta con il sorriso sul volto: “Era sempre di aiuto e sorridente. Come posso piangere? Ha vissuto una vita piena e ha fatto la sua parte per il bene dell’umanità”. L’anziano signore è accudito al Nirmal Hriday, la prima casa per malati e moribondi fondata da Madre Teresa a Calcutta.

Mohammed Parwez, anche lui un ospite della casa, raggiunge a fatica la teca di vetro dove è deposta la salma della religiosa. Vuole depositare una ghirlanda di fiori. “Suor Nirmala se n’è andata – spiega –, ma spero che le sue consorelle portino avanti l’ottimo lavoro fatto finora per i poveri come me”.

Durante il rito funebre suor Prema, attuale superiora generale delle Missionarie della Carità, ha descritto suor Nirmala come l’incarnazione del coraggio e della compassione proclamati da Madre Teresa. “Ha diffuso il messaggio d’amore e di compassione – ha detto la religiosa – con tutti quelli che incontrava. Non c’erano manipolazioni, non c’erano pretese. Ha dato a ciascuno il tempo e lo spazio per comprendere le loro preoccupazioni”.

Anche Mamata Banerjee, chief minister del West Bengal, ha speso alcune parole: “Suor Nirmala aveva sempre il sorriso sul suo volto. Possiamo averla persa nel fisico, ma continuerà a vivere attraverso la sua ideologia e la sua filosofia”.

Durante i suoi 12 anni di gestione dell’ordine, fondato nel 1950 a Calcutta, suor Nirmala ha visitato molti Paesi, aperto nuove case e portato sempre più persone alle Missionarie della Carità, che ora contano oltre 4.500 religiose in 133 nazioni.

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