30/06/2009, 00.00
ARABIA SAUDITA
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Campagna saudita: smetti di fumare, vincerai un matrimonio da favola

Centinaia di giovani interessati all’iniziativa. Il vincitore si aggiudicherà un matrimonio tutto pagato, dalla cerimonia alla dote, dalla casa ai mobili. Le donne denunciano una “mercificazione del corpo femminile”. Altri dubitano che avrà successo senza il benestare degli esperti di legge islamica.
Riyadh (AsiaNews/Agenzie) – Smetti di fumare e protrai vivere un matrimonio da favola: dalla cerimonia nuziale al rinfresco, dalla casa ai mobili e alle suppellettili. È l’iniziativa lanciata dall’ente saudita “Purezza”, che intende promuovere la nascita di famiglie “sane e libere dal vizio del fumo”.
 
Attratti dallo slogan “Scaccia l’abitudine che c’è in te, e al matrimonio ci pensiamo noi”, centinaia di sauditi hanno mostrato interesse alla campagna, la prima del genere nel Regno. Un partecipante ha confessato di voler smettere con “le bionde” per il solo fatto di partecipare al concorso e, ovvio, vincere il premio finale: la cerimonia “all-inclusive”.
 
Del resto, in tempi di crisi economica, anche nel Paese arabo gli incentivi catturano l’interesse della popolazione e i matrimoni sono una nota spese corposa nel bilancio di un uomo. Spetta al futuro marito, infatti, il compito di sostenere l’intero costo della cerimonia, la dote e l’allestimento di una casa provvista di mobili. E fra i giovani prende sempre più piede l’abitudine di rimandare il “fatidico passo”, sino al momento in cui si dispone di una riserva di denaro sufficiente per sostenerne i costi.
 
La campagna non sembra però riscuotere il consenso dalle donne, le quali denunciano una “mercificazione” del corpo femminile. Maha al-Hujailan, editorialista di al Watan,  definisce il concetto “sessista”, perché prende spunto dall’idea di “smettere di divertirsi con le sigarette, rimpiazzandole con una donna”. Altri dubitano che la campagna possa avere successo “senza la benedizione degli esperti della legge islamica”. Un commentatore aggiunge che in passato si è spesso accusato l’occidente di “promuovere prodotti utilizzando il corpo femminile”; oggi si fa lo stesso in Arabia Saudita secondo il principio del “Due al prezzo di uno”.
 
Gli ideatori respingono le accuse precisando di non fornire donne o mogli, ma solo di coprire le spese per il matrimonio e l’allestimento della casa. E da navigati esperti di marketing aggiungono: “In ogni caso, il fatto solo che se ne parli… dimostra che abbiamo raggiunto lo scopo dell’iniziativa”.
 
Secondo una recente inchiesta, un quarto dei 27,6 milioni di sauditi fuma con regolarità; un terzo dei bambini che frequentano le scuole del Regno provengono da famiglie di fumatori.
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