03/07/2004, 00.00
INDONESIA - DOSSIER ELEZIONI
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Candidati alla presidenza: regali in cambio di voti

Agli elettori si promette circoncisione gratis, libri alle moschee, fertilizzanti ai contadini, spettacoli di marionette

Jakarta (AsiaNews/Agenzie) –La campagna elettorale è stata segnata più dalla compravendita di voti che dal confronto sui contenuti. Accanto ad accesi dibattiti alla televisione i candidati si sono alternati per città e villaggi dove gli aspiranti presidenti hanno regalato e promesso di tutto, facendo leva su situazioni di povertà o sul sentimento religioso della popolazione.

Il Partito indonesiano di lotta (Pdi-P) della Megawati ha distribuito riso, spaghetti istantanei e pesce nella periferia settentrionale di Jakarta. "Questi regali mostrano la personalità di Megawati" – afferma un attivista del partito. "Megawati si preoccupa della gente povera. Ecco perché la votiamo". Il partito della Megawati ha anche in programma di non far pagare la circoncisione, pratica tradizionale nella religione musulmana, troppo onerosa per i più poveri. Il Psi-P ha già elargito più di 50mila dollari a 60 moschee a nord di Jakarta. Sostenitori di Megawati intervenuti di recente a un comizio nella capitale indonesiana hanno detto che in cambio della loro partecipazione alla manifestazione hanno ricevuto 5 dollari, un pranzo gratuito e qualche maglietta.

Un coro di critiche si leva contro Megawati e il suo partito, accusati di comprare l'elettorato. Secondo molti attivisti, la transizione dalla dittatura di Suharto alla democrazia ha spianato la strada alla corruzione politica. Luky Djani, dell'Osservatorio sulla corruzione, commenta così la situazione: "Tutto dipende dalle necessità dell'elettore. I contadini possono ottenere attrezzature o fertilizzanti. Una scuola islamica libri e soldi per un nuovo edificio".

Anche gli altri candidati alla presidenza non sono da meno. Durante una manifestazione nella regione orientale di Kalimantan, il generale Wiranto - candidato del partito del Golkar dell'ex dittatore Suharto (vincitore delle elezioni generali lo scorso aprile) - ha organizzato una pesca in cui c'erano in palio televisori, stereo, motociclette. Susilo Bambang Yudhoyono ha offerto uno spettacolo tradizionale di marionette per promuovere la sua candidatura.

Malgrado l'evidenza, i politici negano di comprare l'elettorato, affermando che si tratta di carità. Beni Prananto, responsabile della campagna di Wiranto, ha detto in merito: "Noi ci prendiamo cura dei nostri sostenitori".

La legge elettorale vieta ai candidati di dare o promettere soldi per influenzare l'esito del voto. Autorità ammettono che molti ignorano la legge e che la gente non fa denunce. "Sappiamo che tutti danno soldi ai loro sostenitori, ma non è facile provare che lo fanno per ottenere i voti. La legge elettorale non è perfetta e le regole sull'uso del denaro in politica non sono chiare", afferma Komaruddin Hidayat dell'Organo per la supervisione elettorale. (MR)

 

 

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