20/12/2008, 00.00
HONG KONG
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Card Zen: in tempo di crisi finanziaria, Natale ci richiama alla povertà e all'affetto

di Joseph Card. Zen
Avidità, ricerca del denaro facile e corruzione hanno minato la società, determinando l’attuale situazione di crisi finanziaria. Il vescovo di Hong Kong invita a mettere da parte il consumismo sfrenato e ad arricchirsi di affetto e solidarietà.

Hong Kong (AsiaNews) – È  all’insegna della “povertà” e della “frugalità” la lettera che il card Joseph Zen, vescovo di Hong Kong, rivolge ai fedeli in occasione del Natale. Analizzando la situazione finanziaria globale, che versa in un periodo di grave crisi, il porporato invita i credenti a mettere da parte pranzi sontuosi e regali costosi – ai quali non è contrario per principio – per vivere il significato profondo della festa.

La nascita del salvatore in una mangiatoia, riscaldato “dall’abbraccio materno” e dalla “fedeltà” con la quale il padre Giuseppe ha assolto al compito al quale è stato chiamato. Secondo il vescovo di Hong Kong sono “lo spirito di povertà” e la “virtù della frugalità” i mezzi grazie ai quali “sconfiggere la povertà” e affrontare l’attuale situazione di crisi.

Ecco, di seguito, la lettera del card Zen ai fedeli della diocesi:

Cari fratelli e sorelle in Cristo,

Se dovessi agire in conformità alla politica di salvataggio dei mercati, che invita a incentivare la spesa, allora dovrei incoraggiare i fedeli a essere prodighi nello svuotare il borsellino, acquistare regali costosi e godere di un pranzo di Natale sontuoso con tutta la famiglia. Ma ciò che sto per dire in occasione del Natale è radicalmente diverso, perché sono convinto che ciò che Natale mette in luce sono la povertà e la frugalità.

Non sono contrario per principio all’acquisto di regali costosi o a concedersi pranzi sontuosi, ma quest’anno, mentre ricordiamo Cristo, che nacque in una mangiatoia, dobbiamo riflettere sulle cause dello tsunami finanziario che ha investito l’economia globale. Non sono forse la spesa smodata, la cupidigia per l’arricchimento facile, la gestione irresponsabile della finanza, il rifiuto dei governanti di dare risposte al popolo o di assolvere ai loro compiti di controllo del mercato finanziario?

Sovraspesa: molte persone spendono i soldi prima ancora di averli guadagnati e le uscite superano le entrate.

Avidità per il denaro facile: è difficile spiegare la linea sottile che passa fra gli investimenti e il gioco d’azzardo. La gente comune usa i propri risparmi per comprare azioni ma, certamente, elevati guadagni implicano anche rischi elevati.

La gestione degli affari non è più un meccanismo che serve a sostenere l’economia reale. Imprenditori senza scrupoli fabbricano prodotti avvelenati. Il governo collabora con il mondo del commercio. Il mercato si va sempre di più trasformando in un capitalismo estremo, senza regole. Prima o poi le bolle finanziarie scoppieranno e, all’improvviso, ci renderemo conto che la prosperità è una illusione. Il sistema finanziario è crollato, le persone hanno perso fiducia, ciascuno pensa solo a salvare se stesso.

In questa situazione i più ricchi possono restare aggrappati ai loro titoli di borsa svalutati e aspettare un’altra occasione per fare denaro. Ma l’economia reale è già stata danneggiata. Le piccole e medie imprese sono già state escluse dal mercato. Le persone comuni hanno già perso il lavoro e non possono pagare i mutui della casa, e perfino nutrire le loro famiglie.

Il messaggio di Natale è povertà e frugalità.

Cristo ci incoraggia a dimenticare noi stessi, a preoccuparci dei nostri fratelli e sorelle poveri e far sì che tutti possano trascorrere un Natale caldo e sereno. Ma Cristo ci dona anche un regalo segreto per fuggire per sempre alla povertà: è lo spirito della povertà stessa, la virtù della frugalità.

Nell'albergo non c’era posto per Giuseppe e la moglie incinta, che era ormai prossima al parto. Il bambino Gesù è nato in una mangiatoia, ma ha sorriso lo stesso alla madre. Nell’abbraccio di sua madre si è sentito come se non avesse mai abbandonato il paradiso. La tenerezza e la fedeltà di Giuseppe hanno infuso nel bambino Gesù un senso di sicurezza, molto più forte della protezione fornita da migliaia di guardie reali.

Il calore e l’affetto sono la ricchezza più grande.

San Paolo Apostolo, nella lettera al suo amato discepolo Tito, dice: “È apparsa infatti la grazia di Dio, apportatrice di salvezza per tutti gli uomini, che ci insegna a rinnegare l’empietà e i desideri mondani e a vivere con sobrietà, giustizia e pietà in questo mondo” (Tito 2:11-12).

Gli uomini sono molto più preziosi del denaro. Il Salvatore è nato per ogni uomo, per me, per voi e per l’ultimo dei nostri fratelli.

Gioite! Gioite!  

Joseph Card. Zen

2008

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