16/06/2018, 12.23
PAKISTAN-VATICANO
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Card. Coutts: L’Eid al-fitr è una gioia anche per i cristiani pakistani

di Kamran Chaudhry

Gli auguri per la fine del Ramadan dell’arcivescovo di Karachi, primo cardinale pakistano dopo 24 anni. Le relazioni con i musulmani e le loro positive reazioni dopo la sua elezione a cardinale. La speranza per una visita di papa Francesco in Pakistan.

Karachi (AsiaNews) - “I saluti per l’Eid al-fitr non sono solo parole. Si tratta di camminare insieme e raggiungere i nostri amici musulmani. La gioia per l’Eid è la cosa più naturale per i cristiani locali in Pakistan che vivono nei quartieri musulmani. Abbiamo ospitato diversi Iftar (le cene dopo il tramonto che rompono il digiuno del Ramadan). Esse offrono l'opportunità di incontrare i fratelli musulmani, dagli attivisti per i diritti umani ai funzionari governativi”. A parlare è il cardinale eletto Joseph Coutts, arcivescovo di Karachi.

Egli racconta del valore dell’Eid al-Fitr, la festa che ha segnato ieri la fine del Ramadan: “Per molti anni ho inviato cartoline per l’Eid con gli auguri del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso insieme alla traduzione in urdu (lingua nazionale). Nella diocesi di Faisalabad ero solito chiamare i religiosi musulmani che facevano parte del nostro comitato per la pace”.

Il card. Coutts ha parlato anche della reazione positiva da parte dei musulmani dopo che papa Francesco lo ha nominato cardinale il mese scorso. “È stato travolgente. Chi sapeva di cosa si trattava era d'accordo sul fatto che fosse un onore per il Pakistan. Sono stato toccato e colpito dal modo in cui hanno considerato questo fatto. La gioia era genuina”, e aggiunge: “Il Collegio dei cardinali mostra l'universalità della Chiesa. I nove cardinali consiglieri del Papa provengono da tutti i continenti. Possiamo vedere come il Santo Padre si prenda cura della piccola, ma dinamica Chiesa del Pakistan. Ora c'è la remota possibilità di vedere un papa pakistano. Comunque sto lottando per fare il meglio possibile l’arcivescovo di Karachi”.

Da quando è diventato arcivescovo di Karachi nel 2012 il porporato ha ordinato 10 sacerdoti nella città portuale. In questi cinque anni ha anche seppellito 13 sacerdoti, di cui quattro novantenni. “Nel complesso siamo una Chiesa giovane. La situazione in questo Stato islamico sta diventando sempre più difficile per i non musulmani, ma ci sono altri aspetti da considerare per quanto riguarda la libertà religiosa nel Paese”. Nel 2016, egli ha iniziato la causa di beatificazione per il martirio di Shahbaz Bhatti, il ministro cattolico pakistano per le minoranze assassinato nel 2011.

“È stato ucciso per la sua fede”, spiega mons. Coutts: “I suoi amici gli suggerirvano di trasferirsi a causa delle minacce di morte, ma scelse di rimanere e combattere. Ha pagato il prezzo. Tuttavia, l'inchiesta e il processo di canonizzazione al momento sono ferme. Rufin Anthony l'ex vescovo di Islamabad-Rawalpindi ha avuto un esaurimento nervoso prima di morire nel 2016. L'arcivescovo Joseph Arshad, di recente insediatosi nella diocesi settentrionale, è anche l'amministratore apostolico della diocesi di Faisalabad e ha molto da fare”.

Il card. Coutts ha anche espresso il suo impegno per invitare il papa in Pakistan. Oltretutto, ed è un fatto storico, il mese scorso il governo ha completato per la seconda volta il suo mandato costituzionale di cinque anni.

Nella sua visita in Vaticano nel 2016, il senatore Kamran Michael, l'ex ministro federale per i diritti umani, ha riferito che papa Francesco aveva accettato l'invito a visitare il Pakistan dall'allora primo ministro Nawaz Sharif. L’allora direttore della sala stampa vaticana padre Federico Lombardi aveva chiarito che “attualmente non è in programma nessun viaggio in Pakistan”. Il papa è stato grato per l'invito, ma non ha né accettato né rifiutato, dichiarano fonti vaticane.

L’arcivescovo di Karachi conclude: “Affinché il Papa venga, gli inviti devono partire sia dal governo che dalla Chiesa locale. Questi viaggi vengono organizzati con largo anticipo. Una volta che la democrazia diventerà operativa e si insedierà un nuovo governo dopo le elezioni generali del 25 luglio, sosterrò l'iniziativa di invitare il Santo Padre”.

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