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  • » 07/01/2017, 09.17

    INDIA

    Card. Gracias: Grave ingiustizia l’assoluzione dei presunti stupratori di una suora cattolica

    Nirmala Carvalho

    I due malviventi accusati di aver drogato, legato e abusato una suora in Chhattisgarh sono sati rilasciati “per mancanza di prove”. Arcivescovo di Mumbai: “Sfideremo il verdetto in appello”. Le scarse percentuali di condanne sono un pericolo sia per le vittime che per la società.

    Mumbai (AsiaNews) – L’assoluzione dei presunti stupratori di una suora violentata in Chhattisgarh “è una grave ingiustizia, non solo per la nostra consacrata, ma anche per tutte le donne che hanno subito un simile trauma”. Lo dice ad AsiaNews il card. Oswald Gracias, arcivescovo di Mumbai e presidente della Federazione delle Conferenze episcopali asiatiche (Fabc), commentando il rilascio “per mancanza di prove” dei due malviventi accusati di aver drogato, legato e abusato una religiosa cattolica di Raipur. “La Chiesa cattolica dell’India – aggiunge il porporato – chiederà giustizia ad un tribunale superiore. Sfideremo in appello il verdetto”.

    Secondo il card. Gracias, “questa assoluzione riporta ancora una volta alla nostra attenzione il problema della violenza sulle donne. È una enorme battuta d’arresto per tutti noi che lavoriamo per i diritti e la dignità delle donne, in particolare per le vittime di violenza”.

    Il 5 gennaio un tribunale del Chhattisgarh ha rilasciato il 19enne Dinesh Dhurv e il 25enne Jitendra Pathak perchè contro di loro non sono state raccolti sufficienti indizi. L’arcivescovo di Mumbai ritiene che le indagini sono state compromesse in modo irreparabile “dall’atteggiamento svogliato della polizia”, che dopo il ritrovamento della suora non ha circoscritto l’area del crimine e non ha raccolto le tracce degli aggressori dal corpo della vittima.

    La terribile vicenda è stata raccontata con coraggio dalla stessa religiosa, oggi 48enne, appartenente alle Missionarie salesiane di Maria Immacolata (Smmi). Nella notte tra il 19 e il 20 giugno 2015, intorno all’1:30, due uomini a volto coperto sono entrati nella sua stanza al al Christ Sahaya Kendra (Christ Help Centre). Quando lei ha chiesto loro se volevano soldi, essi hanno replicato: “Vogliamo qualcosa di più”. A quel punto uno dei due l’ha bloccata, mentre l’altro l’ha costretta a ingerire delle droghe e imbavagliata con uno straccio. Poi gli aggressori l’hanno legata al letto con il suo sari e usato una sciarpa per legarle le mani, prima di usarle a turno violenza.

    La suora, originaria del Kerala, era sola al momento dell’aggressione. È stata trovata il giorno seguente in stato di incoscienza dalla sua superiora, preoccupata per non aver ricevuto risposta alle sue chiamate.

    Fin da subito i leader cristiani hanno lamentato gravi mancanze nella conduzione delle indagini da parte degli inquirenti, che non avevano raccolto campioni di sangue, urina e altri fluidi per determinare la sostanza allucinogena usata per drogare la missionaria. In seguito all’indignazione di tutta la comunità cattolica e alle proteste dei partiti di opposizione, la polizia ha interrogato più di 200 persone, fino a restringere il campo ai due accusati, che ora sono tornati a piede libero.

    “La loro assoluzione – conclude il cardinale – porterà gravi conseguenze sociali e potrebbe creare problemi di ordine pubblico. Il fatto preoccupante è che bassi tassi di condanna infliggono un danno e rappresentano un pericolo sia per le vittime che per la società nel suo insieme”.

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