02/01/2017, 13.24
INDIA
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Card. Gracias: L’anima non-violenta dell’Asia e il Messaggio del Papa per la pace

di card. Oswald Gracias*

Il porporato indiano commenta gli esempi di Madre Teresa e del Mahatma Gandhi, due icone della non violenza. “I conflitti e le differenze di opinione sono sempre esistiti, ma è importante realizzare che la non violenza implica la presenza della giustizia, che deriva dalla presenza della pace”.

Mumbai (AsiaNews) – “L’essenza dell’anima asiatica è la non violenza”. Lo dice ad AsiaNews il card. Oswald Gracias, arcivescovo di Mumbai e presidente della Federazione delle Conferenze episcopali asiatiche (Fabc). Commentando il messaggio di papa Francesco per la 50ma Giornata mondiale della pace, che si è svolta ieri, il porporato afferma che in Asia ci sono molte icone della non violenza. Parlando dell’India in particolare, ricorda le figure del Mahatma Gandhi e di Madre Teresa. “Il suo ministero senza precedenti – sostiene -  testimonia l’amore di Cristo che trascende le barriere religiose e culturali”. Di seguito il messaggio del card. Gracias (traduzione a cura di AsiaNews).

L’India accoglie con particolare gioia il messaggio su “La non violenza: stile di una politica per la pace”. L’essenza dell’anima asiatica è la non violenza e oggi abbiamo molti asiatici come icone della non violenza. Il Santo Padre ha fatto riferimento a esempi di non violenza e pace con il Mahatma Gandhi, Khan Abdul Ghaffar Khan [politico musulmano sostenitore del pacifismo e della non violenza, denominato anche il “Gandhi di frontiera” – ndr] e Madre Teresa.

Papa Francesco ha parlato del Mahatma Gandhi, il Padre della nostra nazione, considerato come “l’apostolo della non violenza”. Nel 20mo secolo il Mahatma è diventato il più potente simbolo al mondo per la non violenza, è stato discepolo di pace e armonia. Egli possedeva una forza interiore che, insieme ad altre virtù, lo hanno aiutato a raggiungere i suoi obiettivi. Egli aveva un enorme seguito perché persone di ogni fede, casta o credo erano testimoni della sua forza spirituale, e non solo della sua azione politica.

Oggi è urgente e fondamentale ritornare fino al messaggio di Gesù. Per sua stessa ammissione, Gandhi ha detto che il Discorso della Montagna gli “è arrivato dritto al cuore”. Poi ha aggiunto: “I sermoni di Cristo sulla montagna continuano a riempirmi di felicità. I suoi dolci versi hanno il potere di spegnere l’agonia della mia anima”.

La non violenza non è solo assenza di violenza, ma è uno spirito di pace, perdono, comprensione, tolleranza. Tutti questi valori conducono alla pace e sono i principi essenziali dello spirito della non violenza. Esso non è solo la fine [di tutto], ma impone di creare una società dove siano rispettati giustizia, pace e diritti umani di tutti, anche dei più emarginati.

Oggi più che mai il messaggio della non violenza di Gandhi è importante per l’India e per il mondo. Nei nostri giorni alcuni strati della società sono caduti sotto l’influsso della globalizzazione e stanno guidando il Paese lontano dai principi di base di pace, armonia e co-esistenza reciproca per i quali Gandhi ha tanto lottato e sui quali è stata costruita la nostra amata nazione.

Papa Francesco ha fatto riferimento anche ad un’altra indiana, Santa Madre Teresa, che è “un simbolo, una icona del nostro tempo”. Il ministero senza precedenti di Madre Teresa testimonia l’amore di Cristo che trascende le barriere religiose e culturali e supera le differenze linguistiche e regionali. Spegnendo la sete di Cristo, Santa Madre Teresa ispira e sfida il mondo a fare qualcosa in favore di coloro che vivono ai margini, in modo da creare una società umana fraterna.

I conflitti e le differenze di opinione sono sempre esistiti, ma è importante realizzare che la non violenza implica anche la presenza della giustizia, che deriva dalla presenza della pace.

Perciò io confido che questo spirito della non violenza possa creare la disponibilità a risolvere i conflitti attraverso una soluzione pacifica. D’altro canto, dato che le nazioni nel mondo continuano a confrontarsi con la minaccia del conflitto, del terrorismo e della violenza, questa non violenza non deve essere spinta ai margini dei conflitti, dove le persone hanno altri mezzi per risolvere le dispute e anche mezzi violenti per giungere allo scopo. Mentre non abbandono la speranza, sono consapevole che questo è un processo difficile.

* arcivescovo di Mumbai e presidente della Federazione delle Conferenze episcopali asiatiche (Fabc)

(Ha collaborato Nirmala Carvalho)

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