23/09/2016, 12.59
VATICANO – ONU
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Card. Parolin all’Onu: il Medio Oriente dimostra che lo sviluppo è impossibile senza la pace

Il modo più efficace per salvaguardare la dignità di tutti in Medio Oriente sia un rinnovato impegno a favore dello Stato di diritto e della libertà di religione e di coscienza. La Santa Sede e lo Stato Vaticano hanno aderito alla Convenzione Onu contro la corruzione.

New York (AsiaNews) - Lo sviluppo umano integrale, fondato sul diritto alla vita, “è impossibile senza la pace”, come drammaticamente evidenzia l’attuale vicenda mediorientale. L’ha ribadito il cardinale segretario di Stato vaticano, Pietro Parolin, intervenuto ieri sera all’assemblea dell’Onu, in corso a New York.

Il cardinale ha ricordato che “solo due giorni fa ad Assisi, papa Francesco, insieme a numerosi altri leader religiosi mondiali, ha sottolineato l'importanza del dialogo come via privilegiata per essere operatori di pace. I conflitti non solo rendono il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile a livello regionale assolutamente impossibili, ma anche distruggono tante risorse umane, mezzi di produzione e patrimonio culturale”.

Nell’esprimere un giudizio positivo sull’approvazione da parte di numerosi Paesi degli obiettivi per lo sviluppo sostenibile e l’accordo sul clima raggiunti a Parigi, il card, Parolin ha sostenuto che tali obiettivi non possono realisticamente essere raggiunti senza cambiamenti significativi nei sistemi economici. In particolare, ha parlato del "debito ecologico" che le nazioni ricche dovrebbero pagare ai bisognosi, e la necessità di "sistemi finanziari alternativi, in grado di garantire che le risorse finanziarie sono accessibili e sostenibili da parte dei più poveri”.

Lo sviluppo, inoltre, ha bisogno della pace. “L'enorme e infausto effetto della guerra è una spirale discendente dalla quale non vi è spesso scampo”, come evidenziano le zone colpite dalla violenza, che il card. Parolin ha esaminato, soffermandosi in particolare sulla Siria, che è "stata invasa da tutti i tipi di gruppi armati". La Santa Sede, ha detto ancora, ritiene inoltre che il modo più efficace per salvaguardare la dignità di tutti in Medio Oriente sia un rinnovato impegno a favore dello Stato di diritto e della libertà di religione e di coscienza. “In Medio Oriente, vediamo le terribili conseguenze di una spirale di guerra: tante vite distrutte, Stati crollati, cessate il fuoco saltati, iniziative di pace fallite. E non sono riusciti i tentativi di risolvere le cause fondanti dei conflitti in Siria, Iraq e Libia, di trovare una soluzione alla crisi della presidenza in Libano e di risolvere il conflitto israelo-palestinese. Questo continuo fallimento ha spento le speranze di tutti coloro che ritengono quella terra  sacra e santa”. Effetti di quei fallimenti si vedono anche nei conflitti che continuano in Sud Sudan, Ucraina e Grandi Laghi.

Altro fattore che “degrada la convivenza sociale” e mina l'intera comunità internazionale, è “il flagello del terrorismo. Nel corso degli ultimi anni, abbiamo visto le metastasi del terrorismo espanse in tante parti del mondo. I vicini Siria e Iraq sono sempre più vittime di innumerevoli atti barbarici. Al di là del Medio Oriente, atti atroci di terrorismo hanno instillato la paura nella vita quotidiana di tante persone  in tutto il mondo”.

Lieta per l'esito positivo in Colombia, la speranza cuore della Santa Sede è che, attraverso la facilitazione della comunità internazionale, le varie forme di contatto e di dialogo saranno perseguiti per risolvere i conflitti in corso.

Affrontando infine il tema in discussione all’assemblea, la crisi della migrazione, egli ha sottolineato che “65 milioni di persone sono state costrette a fuggire dalle loro case, a causa di persecuzioni, conflitti, violenza diffusa, fame e devastazione della terra”. Espressa gratitudine e apprezzamento per Libano e Giordania che accettano un gran numero di profughi dalla Siria il card. Parolin ha incoraggiato un'azione efficace per aiutare i migranti, affrontando le cause delle migrazioni alla radice.  “Migrazione e lo sviluppo sono strettamente collegati” e “gli effetti dei movimenti di massa di rifugiati e migranti minacciano di indebolire il nostro impegno verso i valori di solidarietà e ospitalità verso chi è nel bisogno. Valori che sono al centro del Giubileo straordinario della Misericordia”.

In occasione della sua permanenza all’Onu, il card. Parolin ha anche depositato l’adesione della Santa Sede che, anche a nome e per conto dello Stato Vaticano, ha aderito alla Convenzione Onu contro la corruzione.

 

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