27/11/2006, 00.00
turchia - vaticano
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Cattolici e ortodossi turchi in preghiera per l'arrivo del papa

di Mavi Zambak

I cristiani affronteranno fino a 18 ore di viaggio per partecipare alla messa con Benedetto XVI ad Efeso. Le parole del pontefice all'Angelus di ieri sul "caro popolo turco", definite dai media "un messaggio caldo e amichevole".

Ankara (AsiaNews) – In risposta alla richiesta di Benedetto XVI, questa sera in tutte le comunità cattoliche turche vi saranno veglie di preghiera per accompagnare e ricevere il papa nel suo viaggio in Turchia. Ieri, dopo la recita dell'Angelus, il pontefice ha domandato ai fedeli di essere accompagnato nella preghiera perché "questo pellegrinaggio possa portare tutti i frutti che Dio desidera".

Rincuorati anche dal "flop" della manifestazione nazionalista a Istanbul, che domandava "il no al papa in Turchia", i cattolici si stanno organizzando per le preghiere questa sera e per il lungo viaggio domani che li condurrà ad Efeso, dove è parteciperanno a una messa nella vicinanza della casa della Madonna (Meryem ana).

Ad Antiochia, l'incontro di preghiera sarà fatto insieme da cattolici e ortodossi. Da 15 anni, nella città dove i discepoli di Gesù furono chiamati "cristiani" (cfr. Atti 11,26),  i cattolici celebrano la Pasqua nella stessa data degli ortodossi, partecipano alle iniziative gli uni degli altri, celebrano insieme matrimoni e funerali, collaborano per le opere caritatevoli della città. Questa esperienza ecumenica – condivisa dal parroco cattolico, p. Domenico Bertogli, e dai sacerdoti greco-ortodossi – è in linea con le speranze di Benedetto XVI che viene in Turchia "con viva emozione" per unirsi "fraternamente alla Chiesa Ortodossa, in occasione della festa dell'apostolo sant'Andrea".

Da Antiochia, domani pomeriggio, tutti i cristiani (per lo più cattolici, ma sicuramente anche ortodossi e armeni) si muoveranno dal Vicariato dell'Anatolia - un territorio vasto una volta e mezza l'Italia – si muoveranno in pullmann per raggiungere Efeso, con un viaggio di oltre 1000 km e almeno 18 ore.

I cristiani in Turchia sono lo 0,6% della popolazione e i cattolici 32 mila.

Ieri il papa all'Angelus ha detto parole molto cordiali verso il popolo turco. "Fin d'ora – aveva detto - desidero inviare un saluto cordiale al caro popolo turco, ricco di storia e di cultura; a tale popolo e ai suoi rappresentanti esprimo sentimenti di stima e di sincera amicizia". Le parole del papa sono state riportate fedelmente dai mass media, che le hanno definite un "messaggio caldo ed amichevole".

I media hanno dato pochissimo spazio alla manifestazione del partito radicale islamico "della felicità" che ieri hanno mobilitato oltre 60 organizzazioni islamiche per riempire le strade di Caglayan (la parte europea di Istanbul) di 3500 striscioni e 50 mila poster per dire no alla venuta del papa. Ma la manifestazione è stata un "flop", che ha radunato – secondo i media turchi - solo 10 mila persone: un nulla di fronte a una popolazione di oltre 70 milioni.

Il primo ministro turco Erdogan già aveva anticipato che sarebbe stata solo una manifestazione marginale. La manifestazione si è svolta in modo pacifico, con proteste scritte e contestazioni verbali, ma senza scontri, né vandalismi.

Ieri nessuna TV ha voluto trasmettere la diretta della manifestazione. I telegiornali della sera, pubblici e privati, hanno dato più importanza allo svenimento di Berlusconi, definito "l'amico di Erdogan", che al raduno di "donne, vecchi e bambini" urlanti, come l'ha definito qualche giornalista.

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