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» 19/12/2007 13:17
CINA
Cattolici ufficiali e sotterranei si preparano alla nascita di Gesù
di Chang Huaide
Anziani costretti a viaggiare per 50 km per andare a messa; sacerdoti attenti a non farsi arrestare; controlli anche nelle chiese ufficiali. Ma Natale si sta diffondendo come una festa amata dai cinesi.

Pechino (AsiaNews) – Per molti cattolici sotterranei non ci sarà messa di Natale: i loro vescovi sono agli arresti domiciliari, come anche diversi sacerdoti. Per questo, l’unico modo che hanno di celebrare la nascita di Gesù è radunarsi insieme e ascoltare la messa che viene trasmessa dalla Radio Vaticana. La mancanza di sacerdoti (e di libertà) in molte zone della Cina, spinge tanti ad affrontare anche viaggi di 50 km per partecipare alla Messa di mezzanotte.

A seconda del livello di devozione, i cattolici cinesi si distinguono in 3 categorie: quelli che pregano tutti i giorni; quelli che vanno alla messa ogni domenica; quelli che vanno a messa nelle 4 feste principali dell’anno, Pasqua, Pentecoste, l’Assunta, e Natale. Ma fra tutte, il Natale è quello più partecipato. Fra i cattolici della Chiesa ufficiale e quelli della Chiesa sotterranea ci si prepara per tutto l’Avvento con prediche speciali, confessioni e novene, preparando i canti per la messa natalizia.

Le aperture economiche in Cina hanno reso ormai il Natale una festa accettata e amata. Ormai, nelle città e nelle campagne si può comprare l’albero di Natale, il presepio, i cartoncini di auguri.

In città, gli universitari cattolici son sempre più numerosi e organizzano canti e rappresentazioni del Natale da eseguire durante la notte del 24 dicembre. In diverse parrocchie, soprattutto nelle campagne dove vi sono più poveri, si organizzano raccolte di fondi per aiutare i bisognosi o si raccolgono regali da dare ai bambini poveri. Molti preparano striscioni e cartelli rossi, con l’augurio di “Buon Natale” da mettere ai lati delle porte di casa, come avviene per il capodanno cinese.

Anche a Natale si percepisce l’atmosfera di controllo e persecuzione. Nelle comunità ufficiali, alle messe di Natale – soprattutto quella della mezzanotte, invasa da studenti universitari non cristiani, che vogliono conoscere la fede – è ormai tradizione mettere un freno alla partecipazione esigendo un biglietto per l’entrata. C’è chi dice che è solo per questioni di ordine e sicurezza, per evitare la calca nelle celebrazioni. Ma in realtà è un modo per frenare i nuovi venuti: i biglietti vengono dati solo a chi dimostra di appartenere a una famiglia cattolica registrata.

Anche i poliziotti cinesi danno molta importanza alla vigilanza durante il Natale. Per questo le comunità sotterranee sono molto caute: preparano la messa in una casa privata, o in un magazzino affittato per l’occasione. In alcune zone di campagna - o dove l’autorità locale odia la chiesa – i fedeli si trasferiscono altrove, in altri villaggi usando tutti i mezzi di trasporto: pullman, trattore, auto. Per queste “scampagnate” notturne si porta tutto l’occorrente per la messa e per la festa che segue dopo, con dolci e frutta.

Il periodo di Natale è il più pericoloso per i preti sotterranei perché rischiano l’arresto con più facilità. Una donna anziana, che per la notte di Natale dovrà percorrere 50 km per andare a partecipare alla messa, commenta: “Quando finirà questa persecuzione? Quello che vogliamo è solo praticare la nostra fede in libertà. In tutti questi decenni, anche senza libertà, abbiamo sempre pregato per i nostri responsabili politici, perché anche in Cina il Natale possa essere celebrato nella gioia


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