4 Settembre 2015 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook            

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Rss | Newsletter | Mobile





Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME



mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato

invia ad un amico visualizza per la stampa


» 15/06/2012
GIAPPONE
Catturato l’ultimo membro della setta Aum Shinrikyo, fra gli autori della strage al metrò di Tokyo
Katsuya Takahashi, 54 anni, era la guardia del corpo di Shoko Asahara, leader della setta , che il 20 marzo 1995 ordinò il lancio di gas nervino uccidendo 13 persone. La svolta nelle indagini dopo l’arresto di Naoko Kikuchi, penultimo membro del gruppo. Per l’attentato, 13 persone attendono l’esecuzione per impiccagione.

Tokyo (AsiaNews/Agenzie) - Questa mattina la polizia giapponese ha arrestato Katsuya Takahashi, 54 anni, l'ultimo membro della setta Aum Shinrikyo ancora ricercato per l'attentato alla metro di Tokyo del 20 marzo 1995. Compiuta con il sarin, un gas nervino, nella strage morirono 13 persone, e seimila rimasero ferite. Le forze dell'ordine hanno fermato l'uomo mentre si trovava in un negozio di fumetti, grazie alla segnalazione di un commesso. Da tempo la polizia era sulle sue tracce, e le ricerche hanno subito una svolta il 3 giugno scorso, dopo l'arresto di Naoko Kikuchi, penultimo membro della setta ancora ricercato.

Secondo le forze dell'ordine, negli ultimi anni Takahashi lavorava in una compagnia di costruzioni sotto il falso nome di Shinya Sakurai. Dal 2001 al 2006, l'uomo avrebbe vissuto insieme alla Kikuchi - che si faceva chiamare Chizuko Sakurai - in un appartamento di Kawasaki, a sud di Tokyo, fingendo di essere una coppia. Dopo l'arresto della donna, Takahashi era scomparso di nuovo, ma nell'appartamento la polizia ha trovato una sua foto recente, subito diffusa in tutto il Paese.

Takahashi era l'ultimo dei tre membri della setta Aum Shinriko ancora ricercati, e con il suo arresto si chiude una caccia all'uomo durata 17 anni. L'uomo era la guardia del corpo personale di Shoko Asahara, 56 anni, fondatore e leader della setta. Oltre alla cattura di Naoko Kikuchi, il 31 dicembre 2011 Makoto Hirata, 46 anni, si è consegnato alla polizia affermando di voler "chiudere con il passato". Hirata non è accusato di partecipazione diretta all'attacco, ma era ricercato per il rapimento e l'uccisione del fratello di un membro della setta.

Per la strage di Tokyo, considerata una delle più gravi avvenute in Giappone, 13 persone sono state condannate a morte per impiccagione, e attendono nel braccio della morte il loro destino. Tra di loro, c'è anche Asahara. A novembre 2011, la Corte suprema ha rigettato un appello di clemenza per Seiichi Endo, 51 anni, uno dei responsabili dell'attentato.

Aum Shinrikyo, "Suprema verità" è stata fondata nel 1984 da Asahara, insegnante di yoga quasi cieco, e mescola elementi tratti da buddismo, induismo e cristianesimo. Asahara ha dichiarato varie volte di essere una reincarnazione di Cristo, accusava la famiglia reale britannica di cospirare contro di lui, e profetizzava la fine del mondo per l'anno 1997. Nel 1995 si calcolava che la setta avesse 30mila seguaci in Giappone e 10mila in Russia. Aum Shinrikyo disponeva di un arsenale di armi chimiche, biologiche e convenzionali nella previsione di una lotta apocalittica contro il governo, che doveva iniziare con l'attentato nella metropolitana. La setta, ancora operativa in Giappone e Russia sotto il nome di "Aleph", è sotto stretta sorveglianza da parte degli organi di sicurezza. 

 


invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
02/01/2012 GIAPPONE
Si consegna dopo 17 anni l’uomo più ricercato per la strage del metrò di Tokyo
09/09/2013 GIAPPONE
Olimpiadi 2020, il "banzai" di Tokyo non convince tutto il Giappone
22/05/2012 GIAPPONE
Tokyo Skytree, apre al pubblico la torre tv più alta al mondo
31/12/2009 VATICANO - GIAPPONE
Telegramma del papa per la morte del card. Shirayanagi
05/08/2015 GIAPPONE
Emergenza caldo in Giappone: 55 morti e 35mila ricoverati in ospedale

In evidenza
ASIA-UE
La morte del piccolo Aylan e quella di tutto il Medio oriente
di Bernardo CervelleraTutto il mondo si commuove per il bambino morto nel naufragio di un gommone in Turchia. Ci si dimentica che in Siria sono morti già decine di migliaia di bambini sotto la guerra. Occorre affrontare il problema dei profughi, ma anche e soprattutto le cause della loro tragedia: le guerre in Medio oriente, i finanziamenti allo Stato islamico, le guerre per procura delle potenze regionali e mondiali.
VATICANO-IRAQ
P. Samir di Amadiya: Il Papa è la voce dei profughi irakeni
di Bernardo CervelleraIl sacerdote caldeo ha incontrato papa Francesco chiedendogli di tenere alta l’attenzione del mondo sui profughi cristiani di Mosul e della Piana di Ninive. Nella sua diocesi vivono 3500 famiglie cristiane e quasi mezzo milione di yazidi fuggiti davanti alle violenze dello Stato islamico. L’Isis non è tutto l’islam e vi sono musulmani che vogliono un Iraq della convivenza. I cristiani potrebbero emigrare, ma rimangono nella loro terra. I progetti di aiuto ai rifugiati: la scuola per i bambini, lavoro per gli adulti, una casa per ogni famiglia. L’appello di AsiaNews.
LIBANO
La Dichiarazione di Beirut: i musulmani in difesa della libertà dei cristianiLibertà di fede, di educazione e di opinione difese citando il Corano. Esse sono alla base dello Stato di diritto, che non deve essere uno Stato religioso. L’organo di riferimento dei sunniti del Libano condanna senza appello la violenza in nome di Dio. Il testo integrale del messaggio.

Dossier

Terra Santa Banner


Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate